Tribunale, la battaglia legale con il senzatetto che nessuno riesce ad allontanare

Martedì 18 Gennaio 2022 di Gianluca Amadori
L'ennesimo imbrattamento del senzatetto che soggiorna davanti al Tribunale di Venezia
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VENEZIA - La tregua è durata una manciata di giorni: ieri mattina i muri e le porte a vetri della Cittadella della giustizia sono state nuovamente imbrattate con vernice spray, così come le telecamere di sorveglianza.
Pasquale Aita, il senzatetto che dal 2017 ha scelto come residenza l’area antistante il Tribunale, non si vedeva in piazzale Roma dalla scorsa settimana, quando gli è stato notificata un’ordinanza che gli fa divieto di accedere e dimorare in centro storico, nei sestieri di Santa Croce e San Polo. Ma ieri sono ricomparse le scritte offensive contro il procuratore Bruno Cherchi e contro il presidente della Regione, Luca Zaia. E un gigantesco “Amen”, tracciato con vernice nera sulle porte a vetro, salutava all’ingresso degli uffici giudiziari. Il tutto alla vigilia dell’udienza di questa mattina nel corso della quale Aita è stato convocato a comparire di fronte al giudice che gli ha imposto il divieto, Luca Marini.


Il senzatetto di Venezia


La Procura aveva provato già una volta ad ottenere un provvedimento di allontanamento del senzatetto da piazzale Roma, ma qualche mese fa la richiesta a firma del procuratore Cherchi era stata rigettata dal gip in quanto il reato contestato - danneggiamento - non consente l’applicazione di misure cautelari di quel tipo. Questa volta il procuratore ha ipotizzato un nuovo reato - danneggiamento di sistema informatico - e il gip ha accolto la richiesta. La difesa di Aita, rappresentata d’ufficio dall’avvocato Gianbattista Zatti, contesta però la possibilità di applicare l’articolo 635 quater del codice penale al banale imbrattamento di una telecamera: la norma, infatti, punisce da 1 a 5 anni “chiunque, mediante le condotte di cui all’articolo 635-bis, ovvero attraverso l’introduzione o la trasmissione di dati, informazioni o programmi, distrugge, danneggia, rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui o ne ostacola gravemente il funzionamento”. Secondo il gip, invece, la vernice che oscura la lente rende inservibile il sistema informatico di videosorveglianza.


Ormai è una battaglia che appare senza fine: da una parte il senzatetto di origini tedesche che rifiuta ogni assistenza sociale e una sistemazione abitativa e da anni staziona a piazzale Roma, inizialmente giocando a fare il guitto irridente, ma proseguendo poi ad offendere, imbrattare muri e pavimentazione (con elevati costi di pulizia a carico della collettività) e talvolta alzando anche le mani; dall’altro gli uomini di legge che non riescono a far rispettare le prescrizioni. La prima emessa a carico di Pasquale fu un foglio di via emesso dalla Questura di Venezia, ma senza alcun esito. Nel frattempo il senzatetto ha accumulato una lunga serie di denunce: il suo principale bersaglio sono gli addetti alla sicurezza del Tribunale che ogni giorno hanno a che fare con lui.
La scorsa estate Aita sparì per qualche mese a seguito di un ricovero in ospedale. Ma poi è riapparso con una sedia a rotelle e la sua personale “battaglia” con le istituzioni è ripresa.

Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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