Rissa e accoltellamento a Mestre, la rabbia dei commercianti: «Abbiamo paura, la sera chiudiamo prima i negozi»

Sabato 29 Ottobre 2022 di Emiliana Costa
Rissa e accoltellamento a Mestre, la rabbia dei commercianti: «Abbiamo paura, la sera chiudiamo prima i negozi»
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MESTRE - «È entrato un uomo accoltellato alla schiena. Gli abbiamo detto di accomodarsi e abbiamo chiamato i soccorsi. Aveva una ferita da arma da taglio, ma non era grave. Poteva andare molto peggio». A parlare è il farmacista di via Cavallotti che mercoledì pomeriggio ha soccorso uno dei due ragazzi africani rimasti feriti nella maxi rissa scoppiata quel giorno tra via Piave e piazzale Giustiniani. L'ipotesi battuta dagli investigatori è l'ennesima lite per il controllo delle piazze della droga. Ma a pochi giorni dalla rissa furiosa, resta la rabbia e lo sgomento dei residenti e dei commercianti della zona.

Turismo della droga

«C'è un enorme giro di tossicodipendenti qui a Mestre - continua il farmacista - arrivano da tutto il Triveneto con i trolley per comprare la droga, in particolare l'eroina. A volte da noi si fermano per acquistare siringhe e acqua per le iniezioni. Ma via Piave non è questo, ci sono tanti bravi lavoratori che meritano di essere tutelati». Insomma, la zona che va dalla stazione fino in centro a piazza Barche sarebbe meta di un vero e proprio turismo della droga. Tossicodipendenti da tutta la regione arrivano qui, valigie alla mano, per acquistare stupefacenti. E i commercianti sono esasperati. «Abbiamo paura - spiega Michela, la panettiera di via Piave - gli spacciatori vendono droga alla luce del giorno. Sono qui fuori, ormai li riconosco. Nel nostro negozio siamo tutte donne e non ci sentiamo al sicuro. A volte, se vediamo gente poco raccomandabile fuori alla vetrina, chiudiamo la panetteria prima dell'orario previsto».La signora Lucia, storica barista della via, racconta: «Scene di violenza ce ne sono tutti i giorni, ci sentiamo abbandonati. Finché continueranno a trovare droga a basso costo, gli sbandati continueranno a venire».

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Raccolta firme

E intanto scatta l'ennesima raccolta firme dei commercianti di via Piave contro il degrado. A organizzarla il barista Ernesto: «Di risse e accoltellamenti ce ne sono tutte le sere. Chiediamo al nuovo governo di fare tutto il possibile per risolvere il problema». E aggiunge: «Come provocazione volevo installare dei banchetti per gli spacciatori, almeno hanno un posto dove lavorare. Non credo che non si riescano ad arrestare quattro pusher». Difficile la situazione anche per i residenti della zona. «Io abito in via Cavallotti - spiega Stefano, 56 anni - e purtroppo ci stiamo abituando a vedere persone che si iniettano la dose sotto casa. Il quadro è tragico, chiediamo aiuto».

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