Bagni sporchi e spogliatoi senza corrente, Net chiede chiarimenti alla ditta

Lunedì 24 Gennaio 2022
Bagni sporchi e spogliatoi senza corrente, Net chiede chiarimenti alla ditta

TRIVIGNANO - Servizi igienici poco igienici e spogliatoi privi di elettricità, riscaldamento e acqua calda. È la situazione che i sindacati denunciano in merito alle condizioni dei lavoratori nei capannoni di Trivignano Udinese, acquisiti dall'azienda che ha vinto l'appalto della Net per la gestione dei rifiuti nella Bassa. Fiadel Csa Nord-Est (con il segretario Maurizio Contavalli) e Fiadel Udine (con Dimitri Pavan) hanno presentato un esposto al Dipartimento di Prevenzione dell'AsuFc sollecitandone un interessamento; dal canto suo, la spa friulana si è subito attivata inviando una comunicazione alla ditta per avere chiarimenti.


«Chiediamo scrivono i sindacati nella lettera mandata agli uffici di via Chiusaforte -, l'urgente intervento del Dipartimento di Prevenzione per la inverosimile situazione igienico sanitaria degli spogliatoi di via Triestina, a Trivignano». «Sea Soluzioni Eco ambientali srl, che ha sede a Villanova Canavese ha vinto l'appalto Net della raccolta e trasporto dei rifiuti carta-cartone, organico e vetro e doveva prender servizio ai primi di agosto 2020, ma per una loro indisponibilità fu data una proroga del servizio alla precedente ditta sino a tutto ottobre 2020.
La indisponibilità era causata dall'acquisizione e predisposizione del cantiere per il ricovero mezzi e degli spogliatoi. Pur riconoscendo lo sforzo economico fatto da Sea srl nell'acquisto dei capannoni e spogliatoi, non possiamo sottacere che a distanza di 6 mesi, per ragioni forse non imputabili all'impresa, i lavoratori sono costretti in spogliatoi privi di energia elettrica, riscaldamento, acqua calda e fredda per lavarsi, bagni indecenti».


Net fa sapere di aver contattato l'azienda appaltatrice: «Ci siamo immediatamente attivati e abbiamo chiesto, alla luce dell'esposto, di darci urgente risposta in merito al rispetto di tutte le normative vigenti in materia di igiene e sicurezza spiega la presidente della Net, Luisa De Marco -. I capannoni sono di loro proprietà perché il nostro capitolato d'appalto chiedeva di avere una sede in loco, non più distante di 50 chilometri dalla zona da servire.
Avevamo già avuto qualche segnalazione su un altro tema, una sorta di disagio da parte degli abitanti perché gli stabili sono in zona residenziale: su quello non potevamo fa nulla, ma siamo tenuti a garantire che tutte le normative vengono rispettate e quindi abbiamo chiesto immediate delucidazioni».
AL.PI.
 

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