Mense scolastiche, blitz dei Nas: quattro arresti per frode e 22 perquisizioni tra Friuli e Veneto

Giovedì 15 Luglio 2021 di Redazione Web
Controlli dei Nas nelle mense scolastiche
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UDINE - Arresti e perquisizioni in atto. I Nas negli uffici del Comune di Udine. Dalle prime ore di questa mattina, giovedì 15 luglio, nelle province di Udine, Treviso, Venezia, Verona, Roma, Napoli e Bari, i carabinieri del Nas di Udine, coadiuvati da militari dei Nas, al termine di una prima fase delle indagini, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip di Udine di applicazione degli arresti domiciliari a carico di 4 persone: E. P. di anni 73 di Napoli; V. M. di anni 57 di Volla (Na); C. A. di anni 33 di Sant’Antonio Abate (Na); B. K. di anni 45 di Oderzo (Tv);  dell’obbligo di dimora nel comune di residenza a carico di R. R. di anni 53 di Molfetta (Ba).

Vi sono inoltre 22 decreti di perquisizione emessi nei confronti dei destinatari delle misure cautelari, nonché di ulteriori persone che a vario titolo collaborano con la società di catering operante a livello nazionale, con sede legale a Roma ed operativa a Napoli (società per la quale lavorano i destinatari delle misure cautelari), delle sedi di quest’ultima società e di altre che operano nel settore del commercio all’ingrosso di generi alimentari, nonché degli uffici del Comune di Udine e di un libero professionista che collabora con il citato ente pubblico.

Servizio sospeso
«Alla luce delle accuse mosse dalla magistratura alla ditta che gestisce il servizio mense dei centri estivi di alcune scuole primarie della città, la Giunta ha deciso di sospendere cautelativamente il suddetto servizio a partire dalla giornata di domani, in attesa di riprenderlo» ha comunicato oggi il Comune di Udine, attraverso una nota. La decisione è stata presa a seguito delle indagini che hanno portato all'arresto di quattro persone. «Il provvedimento - ha precisato l'amministrazione comunale - interesserà le scuole primarie Nievo, D'Orlandi, Negri, Girardini, Zardini e San Domenico».

Il quadro accusatorio

Il quadro accusatorio contestato agli indagati, in concorso tra loro, riguarda il reato di frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.), nella forma aggravata avendo come oggetto sostanze alimentari, commesso in danno dei Comuni di Udine, Varmo, Trivignano Udinese, Tarcento, Arta Terme, Rive d’Arcano (Ud), Vito d’Asio (Pn), Cimadolmo, San Polo di Piave e Motta di Livenza(Tv), i quali avevano tutti affidato in appalto i servizi di ristorazione scolastica e di fornitura di pasti a domicilio alla società interessata dalle indagini.

Tra gli indagati figurano soggetti che operano per la predetta azienda società, un amministratore pubblico, un funzionario pubblico ed un libero professionista. La società per azioni è indagata anch’essa per la responsabilità civile dell’ente.

L'assessore: «Il Comune parte lesa»

«Il Comune si ritiene parte lesa in questa vicenda e sono fiduciosa la magistratura con il suo operato faccia luce su questo caso». Lo ha detto all'Ansa l'assessore con delega all'Istruzione del Comune di Udine, Elisa Asia Battaglia, commentando il 'caso mense' nel capoluogo friulano, che la vede coinvolta nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine e che hanno portato all'arresto di quattro persone. «Il mio coinvolgimento è un atto dovuto - ha aggiunto l'assessore - e tengo a sottolineare che l'assessorato non entra mai nel merito negli appalti, il cui esito viene comunicato all'assessore alla conclusione della gara, seguita dall'ufficio competente». Battaglia ha anche affermato di «essersi sempre interessata alle problematiche emerse per le mense scolastiche della città». «Già nei primi dieci giorni dopo l'affidamento del servizio alla ditta Ep spa - ha precisato - vari controlli erano stati effettuati da parte dell'Ufficio Istruzione e del tecnologo alimentare sia nelle mense scolastiche, sia nel centro cottura. Erano state rilevate delle problematiche - ha concluso - ed erano state di conseguenza applicate anche delle sanzioni».

Indagine avviata nel 2020

L’indagine ha preso l’avvio ad ottobre del 2020 a seguito di molteplici segnalazioni pervenute dalle Commissioni Mensa costituita da rappresentanti dei genitori di istituti scolastici di Udine e di Varmo (Ud), riguardanti disservizi che gravavano sul servizio di ristorazione scolastica, riguardanti nello specifico la presenza di corpi estranei nei pasti, le scarse quantità delle porzioni, la non rispondenza dei pasti a quanto previsto dai menu, le temperature di trasporto dei pasti non idonee, i tempi di consegna non rispondenti a quanto contrattualmente previsto. L’attività investigativa, attraverso le numerose ispezioni svolte nei centri cottura di Ruda (Ud), Tarcento (Ud) e Motta di Livenza (Tv) nonché nelle mense delle scuole e l’analisi dei documenti di gara e delle forniture delle derrate alimentari, che ha visto l’importante contributo dato dal monitoraggio svolto dalle Commissioni Mensa dei genitori, ha consentito di suffragare in via oggettiva la continua e pressoché generalizzata violazione delle clausole di appalto relative ad aspetti essenziali dei servizi affidati alla società napoletana. 

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 12:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA