La morte del cantante Mo-Do, gli amici:
«Addio Fabio, grande re della movida»

Fabio Frittelli, 46 anni, durante un concerto

di Susanna Salvador ed Elena Viotto

UDINE - Un fulmine a ciel sereno per tutti. La morte improvvisa, brutale e inaspettata del cantante e promoter Fabio Frittelli: è stato trovato ormai senza vita ieri nella sua casa di Udine. Non dava più notizie di sè da sabato. La tragedia - sulla quale sta indagando la procura per confermare l'ipotesi iniziale di suicidio - ha lasciato senza fiato i tantissimi, giovani e non, che lo conoscevano bene. Non passava inosservato quel quarantaseienne di Monfalcone, alto, biondo e sempre sorridente.



Bello era bello e quell’allegria che trasmetteva lo rendeva ancora più attraente. Ad aggiungere fascino al fascino il lavoro: imprenditore nel variegato universo dei locali notturni. A Pordenone Fabio aveva scelto il Royal, che per alcuni anni aveva "guidato" con la maestria di chi quel mondo lo conosceva bene e lo viveva da protagonista. Poi al "Charlie", discoteca immersa nella pineta di Lignano, dove tutti i giovani hanno trascorso almeno una notte. «Ho lavorato con lui e per lui da sempre - racconta ancora incredulo il dj pordenonese Massimo Armani - Era una di quelle persone che ti trasmettono positività. Sempre sorridente e capace di stimolarti. La sua morte è stata... non riesco ancora a crederci. Mi sembra impossibile che non lo vedrò più».



Massimo Armani ricorda poi l’ultima festa a Villa Lupis, a Pasiano, organizzata da Fabio Frittelli durante le feste di Natale. «Un evento ben riuscito, come tutti quelli che organizzava Fabio. È passato solo un mese e me lo ricordo ancora con il sorriso sul volto». Un sorriso che ieri pomeriggio è rimbalzato subito - veloce come solo la rete sa esserlo - su Facebook: ogni foto una frase, un ricordo e tanta incredulità. Tanti semplici ciao per dire addio a un amico.



L'amico di tutti Fabio Frittelli era diventato famoso, con il nome d'arte Mo-Do, nel panorama della dance music grazie al singolo "Eins, Zwei, Polizei". Nell'estate 1994, il singolo aveva conquistato la vetta di tutte le classifiche musicali europee, diventando il tormentone nelle discoteche italiane e in quelle dei Paesi di lingua tedesca. Tra il 1994 e il 2000 aveva inciso cinque dischi. Gli altri singoli maggiormente conosciuti tra il pubblico erano Super gut e Gema tanzen. Ancora oggi nelle discoteche, in particolare quando si lancia la musica degli anni ’90 la sua canzone è tra le più ballate. Come dire che aveva lasciato il segno. Oltre alla musica, sua grande passione, che coltivava ancora facendo serate nei locali e collaborare nella gestione della discoteca Mister Charlie di cui era socio, aveva lavorato anche come modello per Dolce & Gabbana, Versace e molti altri stilisti.
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Giovedì 7 Febbraio 2013, 10:24






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