Lutto nell'imprenditoria veneta: si è spento Aldo Tognana, re delle ceramiche

Martedì 23 Giugno 2020
Lutto nell'imprenditoria veneta: si è spento Aldo Tognana, re delle ceramiche
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Morto a 100 anni Aldo Tognana. Ingegnere e noto imprenditore del settore della ceramica della provincia di Treviso, iniziò a gestire la fornace ereditata dal padre nel 1946.

Clarimbaldo Tognana, questo il suo nome, anche se per tutti era "Aldo", con la sua azienda ha contribuito a costruire la storia industriale della Marca.

Il cordoglio del sindaco di Treviso
«Desidero esprimere, a nome della Giunta e di tutta l'Amministrazione comunale le più sincere condoglianze alla famiglia di Aldo Tognana, uomo che ha fatto la storia della nostra Città nel mondo dell'industria, dello sport e della politica». Lo afferma in una nota il sindaco della coittà della marca, Mario Conte. «Tognana - prosegue Conte - ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo, grazie alle sue ceramiche, la qualità e l'eccellenza della produzione trevigiana, ma è stato anche un uomo molto attivo, oltre che nella vita politica della città, alla quale ha dato un enorme contributo in termini di valori e idee, nel mondo dello sport. Il nostro territorio, grazie al suo impegno, ospitò i mondiali di ciclismo del 1985. Tognana, nella sua lunga vita, ha scritto pagine importantissime nella storia della città e dell'industria trevigiana ed è stato un esempio - conclude - per il suo impegno civile e per il suo grande spessore umano».



 

Tognana aveva compiuto 100 anni a marzo

A marzo di quest'anno i 100 anni dell’imprenditore della dinastia dei mattoni e delle porcellane, l’industriale trevigiano che ha portato sulle tavole di tutto il mondo i piatti con il marchio veneto “ Tognana”. «Prendo i giorni per quelli che vengono. La vecchiaia non è dare anni alla vita, ma dare vita agli anni», aveva confidato già all’età di 87 anni, durante un’intervista al Gazzettino, di ritorno da Torino dopo aver partecipato all’Assemblea nazionale degli imprenditori cattolici, di cui è stato per anni presidente, con tutti i partecipanti che si erano alzati in piedi per applaudirlo.


 

Tognana, la storia dell'impresa veneta

Tutto ebbe inizio nel 1946, un anno dopo la fine della guerra, quando l’allora giovane Clarimbaldo, laureato a soli 22 anni in Ingegneria civile a Padova, fonda insieme al fratello Alessandro la Ceramica Tognana, l’attività nelle stoviglie da tavola, prima costola della Tognana Porcellane Spa. Mattone dopo mattone l’impresa cresce. Con un’azienda appena fuori la porta di casa a Casier, una seconda a Monopoli in Puglia e una terza in Germania. Una pagina della storia del miracolo del Nordest scritta insieme da Aldo e Alessandro: metà dei piatti che si vendevano in Italia avevano sul fondo il marchio Tognana. Prodotti dall’ultima generazione di industriali della famiglia di origine svizzera, giunta a Treviso dalla Valtellina nella prima metà del Settecento per produrre argille e mattoni a cominciare dal 1775.



Dal 1968 fino al 1980 seguirono anni di pieno sviluppo industriale. Entra a far parte dell’azienda anche il marchio di ceramiche Fontebasso. E mentre il fratello Alessandro decise poi di prendere le redini della produzione delle fornaci, Aldo Tognana resta sempre al timone dell’impresa della ceramica fino al 2000. Anno in cui la Tognana Porcellane Spa viene acquisita dal gruppo Morosi: «Abbiamo sempre mantenuto quel rapporto per cui gli imprenditori erano attenti sì ai loro affari ma anche alla società, all’ambiente, alle famiglie – aveva detto l’ingegner Aldo nel corso della lunga intervista al nostro quotidiano – Hanno collaborato per lo sviluppo della regione. Poi è sorto il famoso Nordest che adesso, con tutto questo sparpagliamento di imprese sappiamo cosa significa. Si sono dimenticati di coinvolgere gli industriali verso la società civile».



Negli anni ’80 l’ingegner Aldo Tognana diventa presidente degli industriali di Treviso. In seguito negli anni ‘90 sarà il nipote Nicola a continuare l’impegno. Una vita in moto perpetuo quella dell’ingegner Tognana, per la sua città ancor prima che per l’industria trevigiana. Appena terminata la guerra faceva già parte del primo consiglio comunale di Treviso, tra i più giovani aggregati della Democrazia Cristiana. Su 40 consiglieri ben 39 erano laureati. Quattro primari d’ospedale, avvocati, un giudice e ingegneri: «Abbiamo fatto il piano di ricostruzione della città che era ridotta in macerie» aveva confidato l’ingegner Tognana sempre in quella intervista fiume. Nel 1994 aveva anche provato a diventare sindaco di Treviso come candidato del centrosinistra. Al ballottaggio fu eletto Giancarlo Gentilini.

Sposato nel 1946 con Linda Balestreri, di un anno più giovane - la stessa fidanzata che in una Treviso messa in croce dal bombardamento del 7 aprile ‘44 l’ingegner Aldo si mise a cercare in bicicletta tra le macerie e i morti per assicurarsi che stesse bene.

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA