Vigneto di prosecco vicino alla scuola? La gente insorge: «Basta veleni»

Giovedì 21 Febbraio 2019
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SAN GIACOMO DI VEGLIA - Prosecco, un successo veneto mondiale ma i veleni usati in quantità per produrlo, spaventano la gente. E' bastato il progetto per un vigneto di prosecco di 23 mila metri quadrati accanto a una scuola dell'infanzia frequentata da 70 bambini per scatenare l'allarme nel Trevigiano e sollevare polemiche e iniziative politiche in Veneto, per il rischio di esposizione dei piccoli ai pesticidi usati nelle coltivazioni.

A protestare sono stati i genitori dei bimbi che frequentano l'asilo di San Giacomo di Veglia frazione di Vittorio Veneto ( Treviso). Contro l'iniziativa imprenditoriale nei mesi scorsi avevano preso posizione anche il Comune di Vittorio Veneto, un comitato di quartiere e il movimento «Marcia Stop Pesticidi» attraverso la raccolta di oltre 1.400 firme, tra cui anche quelle di altri produttori locali di vino. Una interrogazione alla Giunta regionale sul tema è stata presentata dal consigliere del Pd Andrea Zanoni, secondo cui questa situazione «è dovuta soprattutto alla mancanza di norme regionali chiare, come accade anche in altri campi. Si metta mano ai regolamenti urbanistici: i vigneti non possono proliferare ovunque, ci sono luoghi sensibili, come appunto le scuole, da proteggere. In mancanza di una normativa comune le amministrazioni locali sono disarmate. Le uniche certezze sono le milionate di euro del contribuente che ogni anno la Giunta Zaia destina a chi opera nel settore della viticoltura, alimentando la folle corsa al Prosecco, senza considerare i danni ad ambiente, paesaggio e salute dei cittadini. Ma anche la Ulss della Marca faccia la propria parte, come promesso, attivando la Conferenza dei servizi: un vigneto a pochi metri dalla scuola non ci può stare», conclude.


Il Comune ha contro-proposto uno scambio: il terreno vicino alla scuola in cambio di un altro terreno, di analoga estensione, che tra poco entrerà nel patrimonio comunale: un'area verde dove c'era un'aviosuperficie. Ma gli abitanti in quell'area già insorgono: «niente vigneti vicino ai bambini, e va bene. Ma noi, invece, dobbiamo morire? Possono ucciderci tranquillamente?».
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