Marino, il recuperante di ordigni che ha perso una mano: «Volevo disinnescarlo ma è esploso»

Giovedì 22 Luglio 2021 di Maria Elena Pattaro
Marino Finato
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POSSAGNO - «Ho cercato di disinnescare quel proietto, ma poi è esploso». A Marino Finato, 65 anni, recuperante per passione di reperti bellici, quella deflagrazione è costata una parte della mano sinistra, che non tornerà più come prima. «L'ho sentito oggi (ieri, ndr) al telefono - riferisce il sindaco di Possagno Valerio Favero - mi ha detto che l'intervento chirurgico è andato bene: i medici sono riusciti a recuperare tutto il possibile. Fra qualche giorno lo rimanderanno a casa. Come comunità non possiamo che fargli i più sinceri auguri di pronta guarigione».

L'ESPLOSIONE
L'incidente domestico che gli ha amputato due dita e parte del palmo è avvenuto martedì pomeriggio, 20 luglio, nella sua abitazione di via Cunial, a Possagno, dove Finato custodisce miglia di reperti bellici recuperati soprattutto sul Monte Grappa. Di ordigni bellici della Grande Guerra se ne intende eccome. Lui del resto è un recuperante patentato, munito del tesserino rilasciato dalla Regione Veneto. Eppure l'altro giorno l'attenzione estrema nel maneggiare ordigni inesplosi non gli è bastata. Il 65enne stava maneggiando un proietto per disinnescarlo in modo artigianale, secondo le ricostruzioni dei carabinieri di Pieve del Grappa, intervenuti sul luogo della deflagrazione. In un angolo della stanza, la morsa con le ganasce aperte su cui fissare il residuato bellico in modo da poter intervenire con un cacciavite. Il sangue sparso a terra racconta invece lo spiacevole epilogo: il proietto è esploso, portandosi via l'anulare e il mignolo della mano sinistra e parte del palmo.

I SOCCORSI
Il ferito è stato soccorso immediatamente dal Suem 118. In via Cunial si è precipitata un'ambulanza, seguita a ruota da un'auto medica. Finato ha ricevuto le prime cure sul posto per poi raggiungere in ambulanza l'ospedale di Montebelluna e successivamente quello di Padova, dove è tuttora ricoverato.

PILASTRO DELLA COMUNITA'
Mentre la sua comunità fa il tifo per lui, nella speranza che possa tornare al più presto a dedicarsi alle sue più grandi passioni: il recupero dei reperti bellici e la montagna. L'amore per gli oggetti storici lo ha ereditato dallo zio Giovanni e i ritrovamenti frutto di mezzo secolo di ricerche lo hanno portato ad allestire un museo nella sua abitazione di via Cunial, dove sono custoditi più di mille reperti. Alpino doc, Marino mantiene viva anche la sua passione per la montagna occupandosi del bosco di Santa Giustina, vicino a casa sua, in accordo con il comando forestale. Ma il suo contributo alla collettività non finisce qui: il 65enne indossa anche i panni di cicerone per i gruppi scolastici in visita alle trincee del Monte Palon.
 

Ultimo aggiornamento: 10:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA