Futurismo a Treviso, una grande mostra con 130 manifesti della Collezione Salce

Martedì 10 Ottobre 2023 di Isabella Loschi
Futurismo a Treviso, una grande mostra con 130 manifesti della Collezione Salce

TREVISO - Una grande mostra con 130 manifesti della Collezione Salce, la più importate e ampia raccolta di manifesti storici in Italia e una delle più rilevanti collezioni pubbliche del settore al mondo, per raccontare il futurismo e le multiformi espressioni della più vitale delle avanguardie italiane nata all’inizio del Novecento. Per mostrare la trasformazione della società, i cambiamenti politici e le nuove scoperte tecnologiche di inizio ‘900 attraverso 130 manifesti la grande mostra “Futurismo di carta”, in programma nella sede di San Gaetano del museo Salce di Treviso, si svilupperà su due rassegne: una prima parte con la declinazione “Forme dell’avanguardia nei manifesti della Collezione Salce” dal 28 ottobre all’11 febbraio 2024 e a seguire, dal primo marzo al 30 giugno 2024, la seconda parte contrassegnata dal sottotitolo “Immaginare l’universo con l’arte della pubblicità”. Tra gli artisti presenti Mario Sironi, Marcello Dudovich, Fortunato Depero, Federico Seneca, Marcello Nizzoli, Gino Boccasile, Nicolai Diulgheroff, Xanti Schawinsky, Giulio Cisari, Lucio Venna, Umberto di Lazzaro, Luigi Martinati. «Che il futurismo sia risultato pervasivo di ogni aspetto della quotidianità, editoria e grafica pubblicitaria comprese, è cosa ben conosciuta - spiega la direttrice del museo Salce e curatrice della mostra Elisabetta Pasqualin. «Proprio quest’ultima si rileva essere l’espressione che più si adatta al linguaggio futurista che trova in Fortunato Depero il massimo esponente: nel manifesto Il futurismo e l’arte pubblicitaria, del 1931, dichiara “l’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria”».


DECLINAZIONE GRAFICA
Ed è proprio sulla declinazione grafica dell’arte futurista che questa mostra si concentra: «Nei manifesti si evidenzia l’uso innovativo degli elementi tipografici e delle linee oblique, la smaterializzazione e vivacità dei colori che trasmettono forza ed energia, la luce e il suono si fanno visibili tanto da essere rappresentati attraverso fasci e anelli circolari ed anche la prospettiva perde tutte le certezze consolidate nei secoli e viene scomposta per piani che si compenetrano», continua Pasqualin. La mostra, nei suoi due momenti, abbraccia un arco di tempo che va dal 1915 al 1940, suddivisi in tre macro-aree all’interno della produzione futurista: l’interpretazione della figura umana; la velocità e il movimento; l’espressione della cultura e della società. Il primo appuntamento (28 ottobre-11 febbraio 2024) vede i manifesti dal 1915 al 1930 disposti nei tre piani del museo, ciascuno dedicato ad uno dei temi principali. In mostra, tra gli altri, si potranno ammirare i primi manifesti del 1924 di Depero che inserisce elementi geometrici come l’omino meccanico a pubblicizzare il teatro Goldoni; Giorgio Muggiani che raffigura una donna afferrata ad una bottiglia Martini lanciata in cielo come un missile con l’uso delle diagonali e del colore; e il movimento espresso dalla scia della moto nel manifesto IV circuito della Spezia del 1927 di Lucio Vienna. Il secondo appuntamento (1 marzo-30 giugno 2024) vedrà esposte le opere dal 1930 al 1940, quando il futurismo, raggiunto l’apice dello sviluppo, si caratterizza nell’aeropittura che, trasposta in grafica, esalta il volo e le imprese aviatorie, la vista dall’alto e un avvicinamento al surrealismo. Il progetto della mostra in due episodi proposto dal Museo Salce di Treviso si collega ad un altro importante progetto espositivo sul movimento futurista che vedrà la luce nei prossimi giorni a Matera. Proprio grazie alla collaborazione tra il Museo nazionale del capoluogo della Basilicata, diretto da Annamaria Mauro, e la direzione regionale Musei Veneto, diretta da Daniele Ferrara, aprirà le porte al Palazzo Lanfranchi (sede del museo lucano) la mostra “Futurismo italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del movimento” (20 ottobre -10 febbraio 2024). «In quella sede - sottolinea Daniele Ferrara - ad essere approfondito sarà il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del movimento futurista nei primi anni Venti, offrendo così un ulteriore, originale focus di indagine sul futurismo italiano».


PROGETTI
Accanto alle opere in esposizione a Matera ci saranno anche una ventina di manifesti direttamente dal Museo Salce di Treviso. Sulla scia del successo delle ultime mostre e del sempre maggior numero di visitatori, al direzione del museo Salce sta già lavorando a progetti futuri per coinvolgere maggiormente il suo pubblico a partire dalle scuole. «Accanto alla doppia mostra sul futurismo intendiamo offrire un ampio programma di attività didattiche, a seconda delle età e degli interessi. È un’offerta educativa all’insegna dell’arte, dei giochi e della scoperta, che abbiamo collaudato e messo a punto in occasione delle mostre più recenti e che ha dimostrato di incontrare molto interesse, creando occasioni di confronto e sperimentazione», spiega la direttrice Pasqualin.


INCLUSIONE SOCIALE
Per le scuole, dunque, ma anche per l’inclusione sociale il Salce proporrà ai trevigiani, già a partire dalla prima delle due mostre sul Futurismo, un’articolato calendario di incontri su due temi: la storia e le espressioni della grafica e dalla comunicazione, con il coinvolgimento di professionisti del settore, e la storia del Novecento, in particolare alla prima metà del secolo, in assonanza proprio con le mostre sul futurismo. Altro importante progetto in cantiere per il prossimo triennio, sarà una grande esposizione dedicata alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. «Sarà una mostra dedicata alla neve e all’inverno per raccontare attraverso i manifesti pubblicitari come grazie allo sci e agli sport invernali, questa stagione si è trasformata in un momento di estremo divertimento rendendo attrattiva la montagna per il grande pubblico. Il progetto - conclude - vedrà la luce a cavallo tra il 2025 e il 2026 e sarà decisamente innovativo per il Salce, coinvolgendo le sue collezioni ma anche quelle di soggetti nazionali e internazionali».

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