Le fantastiche gemelle del pianoforte: «Un'intesa a quattro mani»

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Annalisa Fregonese
Le fantastiche gemelle del pianoforte: «Un'intesa a quattro mani»
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LA STORIA - Vederle suonare è uno spettacolo unico: gemelle, bionde, quattro mani che volano sui tasti del pianoforte. Eleonora e Beatrice Dallagnese con il pianoforte ci sono cresciute. Avevano solo quattro anni quando mamma Mara le ha iscritte alle lezioni di piano, con l'intento di avviarle allo studio di uno strumento musicale. Le gemelle da allora non hanno più smesso: la musica, è vero, richiede impegno e dedizione, ma regala al contempo tantissima gioia, soddisfazione e divertimento. Già, Ele e Bea a suonare si divertono. Insieme sorridono mentre le dita accarezzano i tasti. Lo scorso weekend erano a Palermo in occasione dell'evento Piano City. In aeroporto per caso hanno trovato un pianoforte. Così, mentre attendevano il volo, hanno suonato raccogliendo subito intorno a loro un pubblico entusiasta. 

 
SEMPRE INSIEME
Gemelle sì, ma non in tutto. Diciotto anni, l'esame al Conservatorio Pollini di Padova superato la scorsa estate con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore, le ragazze hanno un curriculum di tutto rispetto. In casa non si contano le coppe e le targhe dei premi vinti ai più importanti concorsi musicali, sia in Italia che all'estero. Si sono esibite alla Carnagie Hall di New York, a Salisburgo, Montecarlo e in numerose città italiane. Sul palcoscenico il colpo d'occhio è notevole. Bionde, capelli lunghissimi, hanno abiti di foggia uguale e colori diversi, perché ci tengono ad avere ciascuna la propria personalità. «Ci presentassimo vestite identiche il pubblico non ci distinguerebbe» dicono. Suonano pezzi a quattro mani che richiedono notevole affiatamento, oltre che precisione. «Il suono alla fine dev'essere unico» sottolineano. Fra loro l'intesa è unica, si capiscono con uno sguardo. Ovvio, insieme discutono pure, magari litigano e non mollano finché il suono non esce perfetto. «Siamo insieme nella stessa classe anche perchè una può aiutarle l'altra». A legarle è un affetto profondo e bellissimo, di quelli che ti allargano il cuore. 
GIORNATA TIPO
Al mattino si va a scuola, quinto anno del Liceo delle Scienze Umane. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18-19 ci si esercita al pianoforte, in casa ce ne sono diversi. Dopocena si svolgono i compiti di scuola. Una volta la settimana, con mamma Mara alla guida, si va ad Imola. Città dove le giovani frequentano l'Accademia Pianistica Incontri col Maestro sotto la guida dei maestri Fiuzzi, Fliter, Carusi e Nosè. Quel giorno si parte direttamente finita la scuola, si mangia in auto, si studia in auto. In genere ripartono da Imola verso le 20, talvolta arrivano a casa anche a mezzanotte se capita di trovare la nebbia. Il giorno dopo sono di nuovo sui banchi di scuola. Dietro tutto ciò ci sono due genitori fortemente impegnati per le loro figliole. «Ai figli dice papà Giuseppe bisogna cercare di offrire esperienze ed opportunità. Saranno loro poi a scegliere». Un futuro da concertiste Eleonora e Beatrice hanno ben chiaro cosa vorrebbero per il futuro: una carriera da concertiste, con pianoforte solista.
IL FUTURO
«Conosciamo dei pianisti che suonano da professionisti e vivono di questo dicono e vorremmo fare altrettanto. Viaggiare ci piace tantissimo». Entrambe amano il romanticismo. La sera, per addormentarsi dopo una giornata di studio, ascoltano qualcosa di Allevi. Sono innamorate della filosofia. «Cartesio è bellissimo» dice Bea e sentirlo dire da una diciottenne è fantastico. Ele e Bea non hanno tempo per annoiarsi. Vanno in palestra, hanno tanti amici. Non solo ad Oderzo, pure ad Imola. Amano sciare, il mare e la pastasciutta. E suonare anche fino alle due del mattino. E leggere. «Adesso siamo nel periodo russo» confida Bea. Fra uno spartito e l'altro divorano Tolstoj e Dostojevskij. Nei loro sorrisi c'è tutta la luminosità di due studentesse che stanno facendo ciò che a loro piace. «Non è vero che la musica classica è noiosa dicono -. Ci sono dei brani bellissimi, che regalano sensazioni profonde. Basta provare ad ascoltarla. E' un peccato negarsi queste emozioni». Senza saperlo Eleonora e Beatrice hanno fatto loro una frase di Dostojevskij: la bellezza salverà il mondo. 
Annalisa Fregonese
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Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 09:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA