Bimbo cade dalla seggiovia: «Così l'ho salvato, avrebbe potuto essere mio figlio»

Martedì 21 Gennaio 2020
Bimbo cade dalla seggiovia: «Così l'ho salvato, avrebbe potuto essere mio figlio»
Quando lo racconta, ancora non ci crede: «L’emozione e la paura sono state così forti, che per le due notti seguenti non ho dormito. Quel bambino poteva essere mio figlio». Michele Pagliaro è il medico romano, ma ormai da anni trapianto a Treviso dove vive e lavora come dermatologo, che a inizio mese ha salvato la vita a un bimbo veronese di sei anni. E racconta la sua esperienza mentre il sindaco Mario Conte e il presidente del consiglio Giancarlo Iannicelli gli consegnano un attestato di benemerenza e una medaglia ricordo per premiare il suo coraggio e il suo sangue freddo. «Potevamo essere qui a parlare di una tragedia - ha ricordato il sindaco - e invece ci stiamo ritrovando per commentare una bella notizia e per dimostrare la vicinanza della comunità a un concittadino protagonista di un gesto così nobile».

MINUTI DRAMMATICI
La storia di Pagliaro ha fatto il giro d’Italia. Il 4 gennaio scorso era in vacanza a Brentonico, in provincia di Trento, rinomata località sciistica. Era appena salito sulla seggiovia che portava alle piste. Accanto a lui tre ragazzini tra cui un bambino di sei anni, tutti allievi di una scuola di sci. Poco dopo la partenza il più piccolo ha iniziato a scivolare dalla sua seduta. Pagliaro ha avuto la prontezza di afferrarlo per il bavaro prima che cadesse giù, precipitando nel vuoto. Per quattro minuti lo ha sorretto in precarie condizioni di equilibrio e con uno sforzo inimmaginabile. Lo ha mollato solo quando ha visto un parte sporgente della pista con degli istruttori, che hanno afferrato al volo il piccolo evitando danni peggiori. Stringendo la mano a Conte e Iannicelli il medico, a distanza di settimane, ricorda ancora con una certa emozione quell’episodio: «Alla fine il bimbo si è rotto tibia e perone, ma poteva andare molto peggio. Non è stato semplice sostenerlo. In più lui era come paralizzato e lo tenevo per il bavero: temevo che potesse soffocare. Per fortuna tutto è andato per il meglio ed è stato stupendo».

SODDISFAZIONE
Il giorno dopo il papà del bimbo, ancora scosso, lo ha chiamato al telefono: «Mi ha ringraziato per aver salvato suo figlio. Per me è stata una cosa bellissima. Mi ha detto che il bambino stava bene e questo mi ha reso molto felice. Ho una figlia più o meno di quella età e lo capisco. Quel bambino, in quel momento, era il figlio di tutti». Il sindaco è rimasto impressionato dal racconto: «Dobbiamo solo prendere esempio da fatti come questi. Abbiamo sempre più bisogno di gesti positivi: la vita di un bambino è stata salvata dalla prontezza di spirito e dal coraggio di un’altra persona. Una cosa meravigliosa». Iannicelli ha ribadito l’importante di dare enfasi alle notizie positive: «Nella mia carriera ho fatto anche il comunicatore e so cosa vuol dire diffondere messaggi del genere. Il sindaco ha voluto dare il giusto riconoscimento a questa bella azione». La pergamena donata ricostruisce l’episodio e sottolinea i meriti del medico trevigiano. Iannicelli ha invece donato, a nome del consiglio comunale, una medaglia d’argento con stilizzato Palazzo dei Trecento. Ultimo aggiornamento: 12:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA