Rovigo. Lettere di sfratto agli anziani di Casa Serena, il Prefetto: «Non se ne va nessuno»

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Francesco Campi
Sullo sfratto degli anziani da Casa Serena interviene il prefetto di Rovigo

ROVIGO - Fermi tutti. Nessuno sarà cacciato da Casa Serena. A ribadirlo, ieri, è stato il prefetto di Rovigo Clemente Di Nuzzo a margine dell'incontro con il sindaco Edoardo Gaffeo e il commissario straordinario di Iras Ezio Zanon. Un confronto durato oltre un'ora, in Prefettura, nel quale si è tentato di riaprire un dialogo dopo gli eventi degli ultimi giorni, in particolare le raccomandate inviate da Zanon agli inquilini dei monolocali della casa albergo, nell'ala Est della struttura di via Bramante, con le quali si intima loro di lasciare ogni appartamento «libero e sgombero da ogni persona o cosa non appartenente a Iras, nel termine di un mese dal ricevimento della presente comunicazione».


CONGELAMENTO
Raccomandate che vengono congelate. Che nessuno provvederà a far rispettare. «Innanzitutto mi preme rassicurare gli ospiti di Casa Serena: nessuno verrà messo fuori e tutti continueranno a fruire delle utenze fino a quando non saranno trovate soluzioni confacenti ribadisce il prefetto sindaco e commissario hanno dato piene rassicurazioni su questo». Ciò non significa che sia stata trovata una soluzione. Ma, proprio a questo riguardo, il prefetto aggiunge che «si stanno trovando le condizioni per riaprire la Conferenza dei servizi, che porti alla soluzione della retrocessione di Casa serena nella disponibilità del Comune, in cambio del 3,2 milioni, già stanziati, come ristoro delle spese sostenute da Iras. Ovviamente, ci sono delle difficoltà sull'interpretazione di alcuni punti di questa soluzione da parte di Iras e Comune e siamo al lavoro per smussare gli angoli». Angoli che sono sia tecnici, sia dovuti a differenti prospettive perché l'interesse generale del Comune in questo momento non sono direttamente sovrapponibili a quelli di Iras, il cui primo problema è risolvere la voragine del proprio bilancio, sia a personalità e personalismi divergenti, sia ad un peso politico che ora inizia a farsi sentire su tutta la questione. Una questione che si trascina da ani e anni, sulla quale nessuno può scagliare la prima pietra, ma che con la forzatura delle raccomandate di sfratto sembra aver messo tutti sotto pressione e, paradossalmente, avvicinato la tempistica per una via d'uscita.


IRAS A RISCHIO
Anche perché Iras, senza i soldi in tempi rapidi rischia di trovarsi in seria difficoltà con la liquidità necessaria per pagare fornitori e utenze. Per questo, entro l'anno serve una soluzione messa nero su bianco con l'accordo di tutti. D'altra parte, però, il Comune non può accollarsi di punto in bianco Casa Serena con tutti gli oneri connessi senza un aiuto. I 2,5 milioni del Pnrr dovrebbero essere in arrivo, ma non bastano. È imprescindibile che anche Ater e la Regione stessa, come sollecitato da più parti, partecipino concretamente all'operazione salvataggio: «Tutto il sistema territorio deve fare la propria parte rimarca il prefetto La restituzione di Casa Serena al Comune deve essere collegata ad un miglioramento dei servizi. Nell'immediato ci sono oneri di gestione e spese per lavori necessari da sostenere che difficilmente possono essere fatti gravare unicamente sul Comune. Cercherò di avere un'interlocuzione in tempi brevi anche con l'assessore regionale Manuela Lanzarin. E convocheremo presto anche il tavolo con le organizzazioni sindacali». Al prossimo incontro, fra l'altro, è probabile che sieda un nuovo commissario, perché ormai anche il tempo di prorogatio di Zanon è giunto al termine e, dopo il doppio mandato, anche il terzo commissario nominato dalla Regione dall'ormai lontano 2016 è arrivato ai saluti.


LA MANO DI GAFFEO
Proprio Zanon al termine dell'incontro, svicola via senza rilasciare dichiarazioni, mentre Gaffeo taglia corto: «Sono preoccupato per la situazione che si è creata e stiamo organizzando un incontro con i familiari per dare loro rassicurazioni e chiarimenti. Va ricostruito un dialogo e serve la buona volontà di tutti gli attori istituzionali. Ma tutti i soggetti della conferenza dei servizi devono esserci. Sono convinto che così troveremo una soluzione, al di là di inopportune strumentalizzazioni di questa delicata vicenda, delle quali non voglio parlare anche perché non danneggiano me, ma tutta la città».

 

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