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Emma e Vittoria, dal flop del loro team al Mondiale con l'Italrugby

Giovedì 22 Settembre 2022 di Ivan Malfatto
Vittoria Vecchini ed Emma Stevanin festeggiano con le compagne la vittoria dell'Italia sulla Francia

ROVIGO - Dalla chiusura della loro squadra, Le Birbe Badia, al sogno realizzato di giocare la Coppa del mondo con la Nazionale. In soli tre anni il destino delle ventenni Vittoria Vecchini ed Emma Stevanin è passato dalla polvere agli altari, dal rischio di dover abbandonare lo sport amato al raggiungimento del traguardo più alto. È una storia a lieto fine di passione, tenacia e talento la loro, sostenuta passo passo dal dirigente badiese Marco Crivellro e premiata dai traguardi raggiunti.

Ieri il ct dell’Italdone di rugby Andrea Di Giandomenico ha diramato la lista delle 32 atlete in partenza oggi per la Coppa del mondo, in programma dal 9 ottobre in Nuova Zelanda, la terra promessa di questo sport. Fra di loro le due ex Birbe.

Vittoria Vecchini, per tutti Vic, è nata a Isola della Scala (Vr) il 13 gennaio 2002, vive a Legnago, è un tallonatore alto 1,63 per 80 chili. Un fisico solido e allo stesso dinamico fisico da avanti il suo, come quello del fratello Davide, ex pilone del Rovigo. È l’azzurra numero 201, ha esordio nella vittoria 38-13 sulla Scozia il 19 settembre 2021, torneo di qualificazione mondiale. Ha già 11 cap, compresi quelli al Sei Nazioni.

Emma Stevanin, soprannome Ems, è nata l’11 aprile 2002 a Monselice (Pd) e vive a Megliadino San Fidenzio. È un mediano d’apertura alto 1,67 per 73 chili, anche lei sorella d’arte di Giulio, tallonatore del Borsari Badia. Il suo debutto è precente, il 3 settembre nel ko 21-0 a Nizza nel primo test premondiale. Ma già al 2° cap si è presa la soddisfazione la settimana dopo di battere la Francia 26-19 a Biella, conquistando con l’Italia il 5° posto nel ranking mondiale.


DALLE BIRBE AL VALSUGANA
Come sono arriva fino al Monjdiale? Non gettando la spugna quando nel 2019 Badia ha chiuso i battenti. Si sono trasferite un anno al Cus Ferrara, poi al Valssugana Padova, club guida del movimento femminile, con il quale in maggio hanno vinto il loro primo scudetto. Centinaia di chilometri a settimana per allenarsi, l’abbinamento dello studio (sono studentesse universitarie) con l’impegno rugbistico, la crescita costante dal punto di vista tecnico e ora il grande traguardo. Lo stesso raggiunto nel 1998 al Mondiale di Amsterdam (Olanda) dalla rodigina Enrica Quaglio, seconda linea delle Rose Rovigo e figlia d’arte di Doro.

Al Mondiale in Nuova Zelanda (direttasu Sky) l’Italia debutterà il 9 ottobre contro gli Stati Un iti, il 16 ottobre sfida al Canada, il 23 al Giappone. Poi la fase a eliminazione diretta, se le azzurre passeranno il turno. Buona fortuna Vic ed Ems, dal fallimento delle Birbe al tetto del mondo.
 

Ultimo aggiornamento: 20:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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