L'ora dello scudetto: Rovigo riprova a beffare il Petrarca. Oggi in campo a Parma alle 17.30

Sabato 28 Maggio 2022 di Ivan Malfatto
L'ora dello scudetto: Rovigo riprova a beffare il Petrarca

PARMA - «Non è più ora di parole. Ne sono state dette anche troppo. È l'ora dei fatti». Edo Lubian non si smentisce. Quando si tratta di derby e scudetto, come quando placca in campo, va dritto al sodo. All'ultimo allenamento prima della finale prende sotto braccio quattro giovani compagni che sommati fanno poco più dei suoi anni (si fa per dire) e molto meno del suo work-rate nei placcaggi (questo sì), li coccola e sussurra la frase. Mentre Van Reenen, Chillon e Da Re sotto la canicola provano i calci piazzati che oggi serviranno come il pane.
È il quadretto visto ieri al Battaglini, riaperto al pubblico per mezzora dalle porte chiuse settimanali. L'attesa per la 12ª finale scudetto del Rovigo a bordo campo è palpabile. La concentrazione per definire gli ultimi dettagli è massima. Ma nell'aria circola anche serenità, raramente respirata alla vigilia delle altre undici. «L'ansia da finale non ci deve rendere nervosi - conferma coach Allister Coetzee - Non vediamo l'ora di poter giocare un grande match. Sarà una bella giornata di rugby». La giornata, ore 17,30 stadio Lanfranchi di Parma, diretta su RaiSport e i canali social Fir, nella quale va in scena l'ultimo atto del Peroni Top 10. Il Petrarca Padova e la FemiCz Rovigo vi arrivano da prima e seconda della stagione regolare. Chi vince stacca l'altro nell'albo d'oro dei titoli, 13 per entrambi.


È il 173° derby d'Italia in campionato (184° ufficiale, 31ª Adige Cup). È soprattutto la rivincita dello scorso anno e la bella dei derby di finale scudetto. Nel 2011 al Battaglini ha vinto il Petrarca 18-14, da sfavorito. Nel 2021 al Plebiscito ha vinto il Rovigo 23-20, da sfavorito. Oggi la finale play-off torna in campo neutro dopo 12 anni. Favorito è sempre il Petrarca vista la marcia stagionale: 24 vittorie su 26 partite fra Top 10 e Coppa Italia. Ma il tradizionale equilibrio nell'andamento dei derby e i risultati delle due precedenti finali dicono che Davide può sempre battere Golia. Se lo augurano i tifosi rossoblù.


LE DUE RIVALI
Il Petrarca è favorito per la rosa più ampia e di qualità (si permette di mettere gli ex Pavesi e Citton in panchina, per fare la differenza nella ripresa), per la solidità della difesa, per la forza del pacchetto e la capacità di gestire tatticamente le partite, assestando poi il colpo di decisivo. Arriva meno spremuto negli effettivi, ha sofferto meno del Rovigo in semifinale. Però ha più pressione addosso. Dopo due anni di dominio in regular season e una progetto con l'ambizione dichiarata di sostituire le Zebre in Urc avrà il dovere di vincere il campionato, perso lo scorso anno per la meta all'ultima azione di Carel Greeff, assente per la stagione tormentata da infortuni. E la pressione in gare secche importanti può giocare brutti scherzi.
Il Rovigo invece non avrà nessun dovere. Solo il piacere, eventualmente, di vincere. Per completare una stagione (20 vittorie, 5 sconfitte) andata oltre le attese. Per dimostrare che il progetto di ricostruzione iniziato con l'arrivo di Coetzee è già avanzato. Per fare un bis scudetto che non capita da sessant'anni (1962-64). Per regalare una gioia alla città che vive di rugby e ai tifosi che saranno in almeno 2.500 a Parma. Per farlo, oltre alle indubbie qualità tecniche, Lubian e compagni ci metteranno quel pizzico di cuore in più che da sempre li contraddistingue.


LE FORMAZIONI
Le formazioni annunciate dai due tecnici non presentano sorprese. Nella FemiCz in prima linea confermato il ritorno di Momberg per subentrare a Cadorini nella ripresa, con Nicotera (gli era stato chiesto di giocare) a riposo in vista degli impegni azzurri. Leccioli torna pilone sinistro per la staffetta con Quaglio, che nelle semifinali ha fatto alti minutaggi e stavolta sparerà tutto nella ripresa. Bur è confermato in seconda linea con Steolo cambio. Terza linea intoccabile. Mediano di mischia parte Chillon, graziato dal giudice. Van Reenen apertura, anche se qualcuno dopo la semifinale di ritorno ciccata avrebbe preferito Da Re, confermato estremo. La stella Leonardo Sarto torna titolare all'ala al posto di Lertora, non al 100% dopo l'infortunio al ginocchio. Il Petrarca ripropone in sostanza la stessa formazione dell'ultima semifinale contro il Calvisano, con la novità del pilone destro Hasa titolare e dell'ala Capraro tra i sostituiti per Schiabel. In panchina 5 avanti e 3 trequarti per entrambe le squadre.
«L'obiettivo è finire la stagione nel modo migliore - dice l'assistente Alessandro Lodi, l'uomo della svolta per il gioco dei trequarti - Il pubblico rossoblù si aspetterà una grande prestazione da parte di tutti. Sono sicuro che i ragazzi daranno il massimo».

Ultimo aggiornamento: 18:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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