Casa di riposo da film dell'orrore, e sapevano che c'erano le telecamere

PER APPROFONDIRE: anziani, maltrattamenti, rovigo
Casa di riposo da film dell'orrore, e sapevano che c'erano le telecamere

di Francesco Campi

ROVIGO - Schiaffi, gesti bruschi, offese di ogni tipo, ma soprattutto un atteggiamento di scherno verso le anziane pazienti: questo il quadro che emergerebbe dalle riprese delle telecamere che sono state piazzate nelle stanze del Nucleo Arancio del reparto centrale dell'Iras lo scorso 7 giugno, quando una parte della struttura era stata evacuata per una presunta fuga di gas, e che ha portato a indagare per l'ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati in concorso sette operatrici sociosanitarie, dipendenti dell'Iras, l'addetto alle pulizie di una ditta esterna ed un'ausiliaria, dipendente dell'Ulss, incaricata del solo rifacimento dei letti.
 
 

Nei loro confronti il giudice per le indagini preliminari ha emesso nove misure interdittive cautelari del divieto temporaneo di svolgere attività professionale all'interno di strutture sanitarie, sociosanitarie e assistenziali.
 

Misure notificate ieri mattina all'alba, con i contorni delle indagini, tuttora in corso, tratteggiati nel corso di una conferenza stampa in Questura da parte del vicequestrore vicario Santi Allegra, del commissario capo Gianluca Gentiluomo che guida la Squadra Mobile, e del sostituto commissario Sergio Busson.

TELECAMERE NASCOSTE «Reati particolarmente odiosi, perché posti in essere nei confronti di anziani, in uno stato di minorata difesa», ha sottolineato il vicequestore. «Sono state indagini particolarmente impegnative ha rimarcato il commissario Gentiluomo perché intercettazioni di questo tipo richiedono un monitoraggio continuo. Quello che è emerso sono percosse, offese, minacce e condotte denigratorie nei confronti della dignità delle anziani pazienti, qualcuno magari un po' capriccioso, ma non certo aggressivo. Anche se lo fossero stati, in ogni caso, non sarebbe stato comunque giustificato un comportamento di violenze fisiche e psicologiche, gratuite, nei confronti soggetti deboli».

LA DENUNCIA A mettere in moto il tutto è stata una tirocinante che a maggio si è presentata in Questura per denunciare il comportamento di alcune colleghe, parlando di atteggiamenti vessatori nei confronti degli ospiti, di modi bruschi, di offese reiterate e derisioni e anche di schiaffi. Sono così partite le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo, che hanno visto la Mobile piazzare cimici e telecamere per avere un riscontro oggettivo. E le riprese hanno portato poi alla rapida richiesta di misure cautelari. Anche perché, già a metà giugno, una telecamera era stata scoperta. Ma questo, come si legge nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, non avrebbe mutato il generale atteggiamento degli indagati, che avrebbero avuto, si legge, «una particolare pervicacia criminosa o, comunque, una totale incomprensione delle regole del vivere civile, ritenendo forse di comportarsi correttamente».

AGUZZINI Nell'ordinanza sono riportati una serie di atteggiamenti di diversa gravità, dagli insulti come onta, matta, maiale, brutta sporca di una vecchia, alle quali a volte qualche paziente replicava comunque a tono, ad atteggiamenti quasi incomprensibili, come il ripetere a un'anziana hai seppellito tua figlia, allora è morta tua figlia?. O come la minaccia di farla cadere dalla finestra spostando il sollevatore verso la finestra.

UMILIAZIONI GRATUITE In un caso, come emerge dai filmati, senza alcun motivo, l'addetto alle pulizie, dopo aver passato lo straccio in terra lo avvicina al volto di una paziente allettata, che si divincola e grida. Nell'ordinanza si parla di «atteggiamento di disprezzo e di scherno costantemente mantenuto nei confronti delle degenti. Nel caso, poi, degli operatori esterni, la gratuità delle molestie è ancora più evidente, non dovendo gli stessi avere alcun contatto fisico con le vittime». E, si aggiunge, «anche negli isolati casi in cui la reazione dell'operatrice segue a una aggressione o provocazione della paziente (un graffio o uno sputo), la reazione è del tutto spropositata e fuori luogo».

Francesco Campi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 15 Agosto 2019, 17:15






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5 di 13 commenti presenti
2019-08-16 16:43:43
A Rovigo mancava solo questa!
2019-08-16 12:33:26
Piccolo particolare nell’artico è stato omesso di quale casa di riposo si tratterebbe
2019-08-16 07:53:46
Io gli farei lo stesso trattamento a sto qua.
2019-08-16 06:31:40
complimenti alla tirocinante che ha avuto il coraggio di denunciare…..
2019-08-16 00:24:41
Da pochi mesi ho salutato mia madre novantenne, dopo averla assistita per anni. Sono molto sensibile a questi reati e se potessi comminerei ai colpevoli la massima pena senza star li a discutere troppo. La prova video basta e avanza. E se dico massima pena, intendo Massima. Non quella in vigore in Italia, per intenderci.