Varchi in municipio per controllare i green pass ai dipendenti

Venerdì 24 Settembre 2021 di Roberta Merlin
Palazzo Nodari, sede del Comune di Rovigo
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ROVIGO - Palazzo Nodari, sede del Comune di Rovigo, verrà delimitato da varchi interni e i dipendenti potranno accedervi previa lettura del green pass attraverso dei lettori in grado di leggere il codice Qr. È questa l’organizzazione pensata dall’amministrazione del sindaco Edoardo Gaffeo in merito all’obbligo del certificato per recarsi in ufficio e agli sportelli. I lavoratori del settore pubblico e privato, infatti, saranno tenuti a esibire il pass a partire dal 15 ottobre. È quanto previsto dal decreto con cui il Governo ha ulteriormente esteso la certificazione verde alle aziende e alla pubblica amministrazione. Il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale riporta una significativa novità, ha infatti eliminato il riferimento alla sospensione dal lavoro dal quinto giorno di assenza per mancanza di green pass. Quindi non si rischierà di essere sospesi dal lavoro se non si possiede un lasciapassare, ma non potendosi presentare sul luogo di lavoro si verrà comunque considerati assenti ingiustificati con relativa sospensione dello stipendio.

LE VERIFICHE
«I dipendenti comunali verranno controllati ai varchi che corrispondono con gli attuali accessi - spiega il sindaco - la verifica dei pass avverrà con apposita strumentazione oggi reperibile in commercio con facilità. Nel caso in cui il lettore individui un pass non valido, in quanto scaduto, partirà il segnale acustico. Il dipendente verrà dunque bloccato e seguiranno le successive verifiche».
Ai varchi di accesso non sarà impiegato personale aggiuntivo. «Basteranno gli attuali portinai - continua Gaffeo - non possiamo permetterci di assumere figure con questo compito, ossia di verifica dei pass. Utilizziamo quello che abbiamo a disposizione e che attualmente si trova all’entrata del Comune per la la misurazione della temperatura».

LA QUOTA NO VAX
Secondo quanto spiega il primo cittadino, il numero dei no vax tra i circa 280 dipendenti comunali distribuiti nelle varie sedi, si aggirerebbe intorno al 10%. Una trentina di dipendenti comunali non vaccinati dovranno presentarsi al lavoro eseguendo un tampone rapido, a spese proprie, ogni 48 ore. In alternativa, c’è la strada dello smart working, ma l’ente potrà però decidere a chi concederlo o meno. Secondo il nuovo decreto in arrivo, anche per la pubblica amministrazione il lavoro in ufficio, in seguito all’entrata in vigore del green pass, diventerà ordinario. Le ipotesi parlano di un rientro progressivo, che parte dal personale più direttamente impegnato nelle attività al pubblico per passare poi agli uffici, ma queste distinzioni vanno considerate in modo flessibile soprattutto negli enti locali, dove il lavoro allo sportello e quello in ufficio spesso coesistono nella giornata dello stesso dipendente. Le indicazioni del Governo sembrano andare verso la valutazione della situazione individuale del dipendente. Per esempio, una madre con figli piccoli che necessita di lavorare da casa verrà favorita rispetto al dipendente no vax che chiede lo smart working per evitare di farsi il tampone ogni 48 ore. I i dipendenti che non possono sottoporsi alla profilassi anti Covid a causa di problematiche di salute e sono dunque in possesso della relativa certificazione medica di esenzione, avranno precedenza in merito al lavoro da casa.
In caso di controlli, per coloro che saranno colti senza la certificazione sul luogo di lavoro è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro e restano ferme le conseguenze disciplinari. Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica, è prevista una sanzione da 400 a mille euro.
 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA