«Le vongole sono finite, il granchio blu le ha divorate». L'allarme delle associazioni di categoria: Lollobrigida sblocca i fondi

Martedì 24 Ottobre 2023 di Angela Pederiva
A sinistra un immagine delle vongole mangiate dai granchi blu. A destra il ministro Francesco Lollobrigida

PORTO TOLLE (ROVIGO) - Il ministro Francesco Lollobrigida ha sbloccato i 2,9 milioni destinati alle 3.000 aziende della molluschicoltura messe in crisi dal granchio blu. Il decreto attuativo è stato emanato ieri, al culmine della rabbia esplosa sabato al convegno di Porto Tolle (Rovigo), dove i presidenti delle cooperative e dei consorzi si erano detti pronti ad andare a manifestare a Roma insieme ai colleghi di Goro (Ferrara).

Così è arrivata la firma, fatalmente nelle ore in cui una lettera di Alleanza delle Cooperative Italiane, Coldiretti Impresa Pesca e Federpesca, indirizzata al titolare dell’Agricoltura, ha dato la ferale notizia: «Nelle ultime ore, complice l’esaurirsi delle ultime vongole in acqua, lo sgomento della gente è sempre più crescente».

LA SITUAZIONE

Conferma infatti Alessandro Faccioli, responsabile veneto di Coldiretti Impresa Pesca: «Avevamo lanciato l’allarme ancora in estate. Ma adesso siamo purtroppo arrivati al dunque: basta spaghetti con le vongole. La laguna del Canarìn, malgrado sia piuttosto grande con i suoi 1.100 ettari, non ne ha più. Quella di Barbamarco è praticamente alla fine. C’è ancora qualcosa nella Sacca degli Scardovari, ma poca roba. In pratica i maggiori produttori italiani, che stanno a Porto Tolle e Goro, hanno ormai esaurito le scorte. Nessuno semina più niente, perché sa che spenderebbe decine di migliaia di euro destinate ad essere mangiate dai granchio blu». I toni della missiva inviata a Lollobrigida sono inequivocabili: «Oggi il prodotto nelle lagune di Goro, Gorino, Comacchio e Scardovari è stato quasi tutto distrutto e/o razziato dall’invasore che, oltre a compromettere la biodiversità (nelle sacche, nei canali ma anche - temiamo - in mare), sta facendo saltare gli equilibri delle comunità colpite». Il testo trasmesso al ministro cita «il sentimento di forte agitazione dei sindaci dei comuni di Goro, Maria Bugnoli, e Porto Tolle, Roberto Pizzoli, terrorizzati per il futuro delle rispettive comunità», ma rappresenta pure «l’apprensione che si respira tra le comunità di pescatori e allevatori delle lagune di Grado (Gorizia), Marano Lagunare (Udine), Porto Viro (Rovigo), Rosolina (Rovigo) e Venezia».

LE MISURE

Il decreto ministeriale autorizza la liquidazione dei fondi. Con una sorpresa: malgrado la perimetrazione inizialmente chiesta alle Regioni (quella del Veneto era stata comunicata il 18 agosto), alla fine non è stata prevista una specifica indicazione delle aree geografiche interessate: «Le imprese di tutto il territorio nazionale potranno richiedere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di attrezzi da pesca e di trasporto, rispettivamente nella misura dell’80 e del 100% dei costi che vanno dal 1° agosto al 31 ottobre 2023». Ma a garanzia delle aziende maggiormente danneggiate, come sono quelle del Delta del Po, «non sono stati previsti importi forfettari e non riscontrati da fatture». La domanda dovrà essere presentata attraverso la piattaforma online già utilizzata per la gestione dei contributi Covid. Nell’erogazione sarà data priorità alle richieste dei Consorzi, rispetto a quelle delle singole ditte. L’esponente di Fratelli d’Italia ha poi confermato lo stanziamento di 10 milioni per la semina, il ripopolamento e l’acquisto di strutture protettive, ma il provvedimento dovrà essere esaminato in Conferenza Stato-Regioni: «Auspico che la discussione sia celere». Luca De Carlo, presidente della commissione Agricoltura al Senato, rivendica il risultato ottenuto da Fdi: «Si tratta di un segnale importante per le imprese: è importante che il Governo mantenga le promesse fatte». Venerdì consorzi, cooperative e associazioni si riuniranno per valutare se basta.

Ultimo aggiornamento: 16:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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