Veneti nel Mondo, l'epopea di una nazione dimezzata: 5 milioni in patria, 5 fuori

Domenica 29 Luglio 2018 di Roberto Lazzarato
Zaia consegna la bandiera veneta e i premi ai Veneti emigrati
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Veneti da Londra, dalla Germania, dall'Australia, dal Brasile, dall'Argentina, dall'Uruguay, dal Canada e dagli Stati Uniti. Tutti in Pian Cansiglio, oggi, per la decima edizione del raduno dei Veneti nel Mondo, per celebrare l'epopea di una emigrazione, cominciata dopo l'annessione delle Venezie all'Italia, che per dimensioni non ha eguali in Europa: cinque milioni di Veneti in patria, oltre cinque milioni fuori.

Fuori, ma ben decisi a conservare le radici. In Cansiglio erano presenti ben duemila emigrati veneti, in rappresentanza di delegazioni di tutti e cinque i continenti. Decine di sindaci, con in testa il presidente del Veneto Luca Zaia e l'assessore alle migrazioni Emanuela Lanzarin, li hanno accolti.

Com'è tradizione, al raduno dei Veneti nel Mondo sono stati conferiti  i riconoscimenti "Eccellenze Venete 2018", tre premi a emigrati veneti che si sono «particolarmente distinti per la loro storia, per i sacrifici compiuti o per quanto hanno saputo realizzare» nella loro patria di adozione. Zaia ha consegnato il riconoscimento ‘Eccellenze Venete 2018’ a Piergiorgio Boschiero, nato a Fara Vicentino nel 1933, emigrato a Montevideo (Uruguay) nel 1950, dove risiede attualmente. Il vicentino si è imposto in Sudamerica come qualificato esperto in materia di sicurezza ed igiene industriale. E’ uno dei più attivi veneti in Uruguay, è stato presidente del Comitato Associazioni Venete dell’Uruguay (CAVU) e si interessa costantemente del benessere dei connazionali. Premiata anche Amalia Pavanel, residente in Perù, nata in Francia da genitori veneti emigrati, imprenditrice di successo e presidente dell'associazione peruviana Veneti nel Mondo. Premiato anche il trevigiano Odino Soligo, trevigiano, nato a Trevignano, anche lui imprenditore di successo nel suo Canada, impresario edile, Croce e Medaglia d’argento al valore militare, e impegnato nell'associazionismo veneto in Canada.
 

 

«Oggi rendiamo omaggio con orgoglio e riconoscenza – ha detto il governatore Luca Zaia  – a dei grandi veneti, partiti dalle loro terre in un momento storico di povertà e sofferenze, che hanno portato in ogni angolo del mondo la loro onestà, la laboriosità, la voglia di contribuire alle crescita dei Paesi che li ospitavano, ed è per questo che ancora oggi le comunità venete sono amate e apprezzate ovunque. E’ il Modello Veneto dell’emigrazione che andrebbe preso ad esempio dai flussi migratori di oggi – ha detto Zaia - perché i nostri emigrati partivano non per riempire le galere o bighellonare per le strade, ma per realizzare un progetto di vita, portare lavoro, conoscenze, capacità di sacrificio, con l’unico comun denominatore del rispetto di leggi, usi e costumi delle terre che li ospitavano. Questo chiediamo oggi all’immigrazione: né più ne meno di quello che i nostri emigrati hanno saputo fare in giro per il mondo».

«La Giornata dei veneti nel mondo – ha detto l’assessore Manuela Lanzarin - è stata istituita per onorare e ricordare la grande epopea dell’emigrazione veneta che ha costituito un momento rilevante nella storia di questa regione, che tra Otto e Novecento ha visto spopolarsi interi paesi e ha pagato un prezzo alto in termini di sacrifici e di vite; ma, nel contempo ha visto anche l’orgoglioso riscatto e il successo dei tanti veneti che hanno trapiantato nei quattro continenti cultura, valori, laboriosità e talenti. Il contributo dell’emigrazione veneta allo sviluppo delle Comunità dell’America del Nord, latino-americane, australiane e del Nord-Europa è riconosciuto da tutti e onora la nostra Regione».
 

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA