Regionali, c'è la quinta candidata ed è una donna: Daniela Sbrollini corre per Italia Viva

Sabato 4 Luglio 2020 di Alda Vanzan
Luca Zaia, Arturo Lorenzoni, Enrico Cappelletti, Antonio Guadagnini. E adesso anche Daniela Sbrollini. E poi un sesto candidato, non ancora ufficializzato, che guiderà gli ambientalisti duri e puri. A meno di tre mesi dalle elezioni regionali - le date ipotizzate, anche se manca ancora il decreto, sono quelle di domenica 20 e lunedì 21 settembre - ecco che la corsa per Palazzo Balbi comincia a farsi affollata. Di candidati alla presidenza e, va da sé, di liste.

L'uscente Luca Zaia, che continua a ripetere di non voler parlare di elezioni fintantoché non ci sarà la data confermata, ai suoi ha detto che stavolta presenterà la terza lista, quella degli amministratori che si affiancherà a Zaia Presidente e alla Lega, confermando peraltro che tutti i consiglieri regionali uscenti saranno ricandidati nelle stesse liste del 2015 (unica incognita gli assessori uscenti: in lista Zaia o in lista Lega?).
La coalizione di Arturo Lorenzoni, invece, non sarà rappresentativa dell'intero centrosinistra. Non ci sarà Azione di Carlo Calenda e nemmeno Italia Viva di Matteo Renzi. Il partito dell'ex premier  farà una corsa solitaria puntando su una delle due parlamentari: la senatrice vicentina Daniela Sbrollini. La candidatura presentata  a Padova dal coordinatore nazionale di Italia Viva Ettore Rosato, da Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la Famiglia.

LA SPACCATURA
La curiosità, semmai, è che i renziani in Veneto non sono riusciti a far sganciare +Europa dal centrosinistra di Lorenzoni. Racconta Michele Scibelli: «Noi di +Europa restiamo convinti che si debba realizzare un progetto politico per la creazione di un'ala liberal-democratica, ma in Veneto non è stato possibile perché non si è capito qual è il progetto di Italia Viva». In Campania +Europa e i renziani hanno trovato un'intesa sul governatore uscente Vincenzo De Luca, idem in Puglia con Ivan Scalfarotto e così pure alle Comunali di Trento con la lista +VivaTrento. In Veneto, invece, è saltato tutto: «Calenda e Renzi si son messi a litigare, il coordinatore di Azione Federico Vantini si è addirittura dimesso, alla fine il coordinamento regionale di +Europa con 11 voti su 13 ha deciso, con l'avallo poi del nazionale, di restare con Lorenzoni». La lista metterà assieme +Europa e il movimento Volt e si chiamerà +Veneto.

Contro Lorenzoni e contro Sbrollini, poi, ci sarà il candidato del terzo polo del centrosinistra. «Il candidato governatore? Ci stiamo lavorando», racconta Patrizia Bartelle, consigliera regionale che dopo aver lasciato il M5s ha aderito al progetto di Federico Pizzarotti, Italia in Comune. L'ipotesi di sostenere Lorenzoni è stata scartata per la presenza nella coalizione del Partito Democratico e così anche il coordinamento Veneto 2020 nato in consiglio regionale tra Bartelle, Piero Ruzzante e Cristina Guarda si è sfaldato, visto che Ruzzante sta con Lorenzoni e la Bartelle con gli ambientalisti di Veneto Ecologia Solidarietà.
  Ultimo aggiornamento: 6 Luglio, 20:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA