Reddito di cittadinanza, allarme Cgia: il 50% finirà a chi lavora in nero

Reddito di cittadinanza, allarme Cgia: «Il 50% finirà a chi lavora in nero»
É sicuramente, insieme a Quota 100, una delle misure più attese e discusse targata Governo gialloverde. In questi mesi il dibattito sul Reddito di cittadinanza ha tenuto banco, alimentato dallo scontro tra quanti hanno già fatto partire il countdown, ansiosi dell' avvio della misura e quanti invece mostrano più di qualche perplessità per quella che potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang.

E proprio nella giornata di ieri durante la quale è circolata la bozza sul funzionamento del provvedimento che partirà ufficialmente ad aprile, a lanciare l'allarme è la CGIA di Mestre. 

3 miliardi di euro, metà della spesa per il reddito di cittadinanza, potrebbero finire nelle tasche non di disoccupati e bisognosi, ma di persone che lavorano in nero e che, quindi, non avrebbero diritto di accedere alla misura. L'Associazione degli artigiani mestrini aggiunge che la regione più a rischio è la Calabria, mentre quelle meno a rischio sono Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto.

I dati, spiega la Cgia, sono stati ricavati dall'estrapolazione di dati Istat, secondo cui "in Italia ci sono poco meno di 3,3 milioni di occupati che svolgono un'attività irregolare. Se da questo numero rimuoviamo i dipendenti e i pensionati che non hanno i requisiti per accedere a questa misura (pari, in linea di massima, a 1,3 milioni di unità) coloro che pur svolgendo un'attività irregolare potrebbero, in linea teorica, percepire questa misura sarebbero 2 milioni; vale a dire la metà dei potenziali aventi diritto (poco più di 4 milioni)".

EFFETTO BOOMERANG? "A causa dell'assenza di dati omogenei relativi al numero di lavoratori in nero presenti in Italia che si trovano anche in stato di deprivazione, precisa il coordinatore dell'Ufficio studi, Paolo Zabeo, non possiamo dimostrare con assoluto rigore statistico questa tesi. Tuttavia, vi sono degli elementi che ci fanno temere che buona parte dei percettori del reddito di cittadinanza potrebbe ottenere questo sussidio nonostante svolga un'attività lavorativa in nero, sottraendo illegalmente alle casse dello Stato un'ingente quantità di imposte, tasse e contributi previdenziali. In altre parole, l'Amministrazione pubblica, al netto delle misure di contrasto previste, sosterrà con il reddito di cittadinanza un pezzo importante dell'economia non osservata".

LE PREOCCUPAZIONI DI CONFINDUSTRIA - Anche il leader della Confindustria,Vincenzo Boccia, aggiunge altri rilievi critici a questa e altre misure figlie della Manovra del governo.

"NON SIA DISINCENTIVO A LAVORO, MA PONTE" - Nell'Intervista rilasciata a Maria Latella su SkyTg24, Boccia spiega che nel provvedimento del Governo sull'introduzione del reddito di cittadinanza ci sono "criticità". Per il numero uno di viale dell'Astronomia: "Non deve essere un disincentivo al lavoro: i cinque mesi al'azienda che assume un beneficiario del reddito sono marginali. Deve aiutare le fasce di povertà ma non deve essere un elemento che disincentiva la ricerca di lavoro". Alla domanda se rischia di andare a chi lavora in nero ha risposto "in teoria sì"
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Domenica 6 Gennaio 2019, 10:11






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5 di 18 commenti presenti
2019-01-07 18:26:25
Forse, e dico FORSE, avete ragione che ci saranno i furbetti che cercheranno di intascre il reddito di cittadinanza lavorando in nero, ed è èroprio per questo che ci vogliono i CONTROLLI, e se vengono beccati, ci vole una SANZIONE che non si possano sedere per anni casa bruciori acuti!
2019-01-07 20:48:59
Scusi, e' andato a farsi un giretto in alcune parti d'Italia? Le cd "autorita'" locali promuovono un certo tipo di gestione (NON legale). SEMPRE (da quello che ho visto, e letto io). Inoltre NON ci sono procedure e personale sufficiente per i CONTROLLI. Ricordo che una organizazzione nazionale disse che aveva calcolato che in TRE (3) ANNI sarebbero stati fatti i procedimenti necessari ad UN controllo. UN controllo per persona in ca 3 ANNI (se fortunati), e Conti --assicura -- che i furbetti (quasi tutti-- ca il 50 per cento previsto da un'altra organizazzione) saranno penalizzati con ca 6 anni di carcere a chi imbroglia. A me sembra un disastro. Possibile che i problemi Italiani non trovano altre soluzioni (investire i soldi PUBBLICI in infrastrutture e/o servizi)?
2019-01-07 06:27:55
Temo sorgeranno agenzie di"intermediari" che aiuteranno a percentuale a sbrigare le pratiche e magari ad "ungere".
2019-01-06 18:05:22
Dalla social card sperimentale al reddito di cittadinanza, siete pronti? Ormai ci siamo, da aprile il Reddito di Cittadinanza sarà riconosciuto a 1,4 milioni di famiglie. Almeno questo è quello che dice Gigiobello Navigator, ma davvero gli dobbiamo credere? Forse, più realisticamente, dovremmo credere che da aprile circa un paio di milioni di famiglie proveranno a far domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza e, se saranno in possesso dei requisiti previsti dalla legge, forse, e non si sa quando, saranno ammessi ai benefici previsti dalla misura. Il Reddito di Cittadinanza è il Reddito di Inclusione (REI) rivisto e corretto, che è stato preceduto dal Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), figlio della Social Card Sperimentale attuata nelle 12 città più grandi d’Italia. Social Card Sperimentale, Sostegno per l’Inclusione Attiva e Reddito d’Inclusione una successione di fallimenti e di problemi che si sono accumulati nel tempo e che ancora non si riesce a risolvere. Cercare nel web per credere. Per scoprire i problemi cui andrà incontro il Reddito di cittadinanza, dovrebbero bastare le testimonianze riportate nei gruppi facebook dei beneficiari SIA REI. Sono pieni di soprese. Per esempio, c’è un sacco di gente, che pur essendo in possesso dei requisiti, aspetta i soldi da mesi, perchè in qualche archivio della pubblica amministrazione un componente del nucleo familiare risulta occupato, anche se è disoccupato da anni. Il fatto è che il datore di lavoro a suo tempo non ha fatto le dovute comunicazioni e poi è morto, e mo come facciamo? Nessuno dei cervelloni che studiano queste misure ci aveva pensato. Poi ci sono quelli che aspettano la trasformazione del SIA in REI da maggio, da giugno, da luglio, da agosto, eccetera, ma la procedura informatica per la gestione della trasformazione è complessa e non è ancora pronta, perciò le richieste di trasformazione sono ancora in fase di lavorazione. Ogni tanto, in realtà, qualche domanda di trasformazione viene accolta con successo e fa incazzare ancora di più quelli che ancora aspettano. Poi ci sono quelli a cui l’importo del beneficio economico viene calcolato a naso. Il beneficio economico REI dipende da una serie di fattori, in particolare dal numero dei componenti del nucleo familiare e dalla percezione di una determinata categoria di trattamenti assistenziali. Ebbene, ancora non si riesce a far comunicare le relative banche dati informatiche, perciò dall’importo massimo del REI non viene sottratto quanto dovuto. Se tutto andrà bene, forse sarà fatta una verifica alla fine (Di cosa? Quando? Alla fine dei tempi?) e forse sarà sottratto l’importo erogato indebitamente. Meritano una particolare attenzione i famosi progetti personalizzati di presa in carico, il pezzo forte delle misure in questione, lo strumento che dovrebbe aiutare le famiglie a uscire dalla condizione di estremo bisogno. I beneficiari del SIA e del REI dovevano sottoscrivere i progetti di presa in carico per non perdere il diritto al beneficio economico. Anche in questo caso, nonostante la buona volontà degli assistenti sociali, troppe volte il famoso progetto si è rivelato una triste delusione, un misero pezzo di carta fatto sottoscrivere in fretta in furia per evitare la sospensione del beneficio economico. All’avvicinarsi delle scadenze previste per la sottoscrizione dei progetti, quando il pericolo della sospensione del beneficio economico diventava sempre più concreto, un sacco di uffici dei servizi sociali sono stati presi d’assalto dai beneficiari del SIA e del REI, e gli assistenti sociali, sotto minaccia, per non mettere a rischio la propria incolumità, si sono affrettati a far sottoscrivere progetti in bianco. Le brutte sorprese non sono mancate neanche a molti dei beneficiari che hanno sottoscritto i progetti per tempo. Sì, infatti non sono mai stati chiamati per dare attuazione alle azioni previste dal progetto personalizzato, perchè il Comune interessato non aveva risorse, personale e soldi, per fare quanto promesso. E i beneficiari, poverini, ci sono rimasti male, ci credevano davvero che non avrebbero più dovuto chiedere l’elemosina allo Stato perchè il progetto gli avrebbe aiutati a trovare un lavoro. Il Reddito di Cittadinanza prevede offerte di lavoro a svariate centinaia di chilometri di distanza da casa, ma Gigiobello Navigator sa che se un beneficiario SIA o REI cambia residenza da un Comune all’altro, gli uffici delle amministrazioni comunali vanno in crisi perchè non esiste una procedura informatica che consente la gestione di tale complicatissimo evento. Venghino signori venghino, il Reddito di Cittadinanza è pronto, le misure diventano sempre più complesse, i problemi si sono accumulati e si sono moltiplicati di anno in anno, fino a diventare un caos calmo da tenere nascosto sotto un tappeto ormai alto come una montagna. Ci sono migliaia di testimonianze nel web che potrebbero raccontare tanto altro ancora. Basterebbe prendersi il fastidio di navigare fra i vari gruppi facebook SIA e REI, leggere i commenti dei beneficiari che si sono accumulati negli anni, come i problemi e i disservizi, e fare qualche domanda ai soggetti in questione. Telefonando ai referenti SIA e REI delle grandi città, chessò Napoli, Palermo, Torino o Venezia, se ne scoprirebbero delle belle. Chissà, se qualcuno avesse un pò di buona volontà, potrebbe verificare se, in tutti questi anni, fra un disservizio e l’altro, qualche dirigente ha provocato un pochino di danno erariale. Magari qualcun’altro, sempre armato di un pò di buona volontà, potrebbe provare a fare un class action contro la pubblica amministrazione per violazione degli standard qualitativi ed economici, oppure qualche beneficiario in possesso dei requisiti per godere del REI potrebbe provare a chiedere il risarcimento danno per il mancato rispetto dei tempi previsti per la conclusione del procedimento amministrativo, tempi ormai scaduti da mesi. Social Card Sperimentale, Sostegno per l’Inclusione Attiva, Reddito d’Inclusione e adesso Reddito di Cittadinanza, ce n’è già abbastanza per regalare un sacco di sgooob, come avrebbe detto Biscardi, alle Iene, alla televisione del dolore di Barbara D’Urso, e anche per richiamare l’attenzione di Ilaria D’Amico, ormai alle prese solo con i milionari del pallone. Ilaria, che agli albori della Carta Acquisti sollevò un polverene per le tesserine di pagamento elettronico stampate da Poste Italiane, potrebbe fare un’edizione speciale di EXIT e dare una lezione di giornalismo verità a Report e alla Gabanelli. E poi si potrebbe fare una soap opera. Si potrebbe intitolare Reddito e nuvole, sottotitolo, la faccia sempre più triste dell’Italia e il vento suona la sua armonica che voglia di piangere ho… Altro che un Posto al sole Ma davvero nessuno si accorge di niente? Ma davvero Gigiobello Navigator si deve preoccupare? Ma dai, siamo seri, siamo in Italia, non facciamo i pignoli. Il Reddito di Cittadinanza andrà come i suoi predecessori, una schifezza, un altro fallimento, tutto come prima, peggio di prima. La storia insegna. E come la storia insegna nessuno si sognerà di fare niente. Un tempo si diceva, fatta la legge trovato l’inganno. Oggi si dice, fatta la legge e chissenefrega, famo come ce pare… Manco il fastidio di pensare all’inganno…
2019-01-06 20:12:30
Al posto di "percezione" non era meglio"beneficiare" ? Qualsiasi gruppo politico, sindacale o altro si e' impegnato a far passare provvedimenti iniqui se non truffaldini, aveva sicuramente un tornaconto e si guardera' bene dal denunciarlo!(non ho la tv)