Peluches al posto di cuccioli di razza, la nuova truffa fa vittime su Facebook: ecco come funziona

Sabato 8 Gennaio 2022 di Alberto Comisso
La truffa dei cagnolini
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PORDENONE - Sono bellissimi, adorabili e giocherelloni. Cuccioli di cane di razza, tutti molto costosi, che vengono proposti in adozione su Facebook. L’aspirante nuovo padrone, dopo aver contattato l’inserzionista, riceve una serie di informazioni sull’animale e viene tempestato di domande con l’intento, si fa per dire, di capire se quel cagnolino è adatto a quel tipo di persona. Non sa, però, che di lì a poco viene messa in pratica una vera e propria truffa, perché quel cucciolo esiste soltanto in foto e non arriverà mai a casa di chi avrebbe voluto adottarlo e offrirgli tanto affetto.

I DETTAGLI

Un’adozione non richiede alcun esborso economico. Ma dal momento che il truffatore comunica che per quel cucciolo sono già arrivate decine di richieste, la tendenza è quella di allungare subito almeno 50 o 100 euro per “fermarlo”: nulla in confronto rispetto al costo effettivo che un cucciolo, con tanto di pedigree, ha sul mercato reale. C’è poi l’aspetto, non irrisorio, che riguarda la spedizione del cagnolino attraverso un corriere espresso specializzato. Gli animali, infatti, si troverebbero in città del Sud Italia o all’estero come la Moldavia o la Romania. In base alla distanza il costo dello spedizioniere lievita: si va dai 150 ai 500 euro. Costi che, naturalmente, sono tutti a carico del destinatario.
«Il pagamento – mette in guardia Cristian Tizianel, pordenonese che ha rischiato di essere truffato – deve avvenire con metodi che sono tracciabili sino a un certo punto. Solitamente viene indicata una carta PostePay il cui denaro, una volta accreditato, può essere prelevato all’istante. Da tempo sto cercando un cucciolo di cane, di razza, per i miei bambini. Mi sono imbattuto in numerosi annunci su Facebook: tutti sono postati da profili falsi che, una volta compiuta la truffa, come per magia spariscono. Mi è capitato di leggere storie strappalacrime, di madri che erano costrette a dare in adozione il cagnolino perché i figli, affetti da patologie respiratorie, erano diventati allergici al pelo dell’animale. Ho capito che erano tutti raggiri quando, più che del cagnolino, si parlava di soldi e di strani metodi di spedizione.

Sono stato contattato anche da una donna: sosteneva di essersi dovuta trasferire da Pordenone a Napoli e, pertanto, di non potere più tenere il cane, un cucciolo di razza, con sé. Ovviamente mi chiedeva di spedire dei soldi senza darmi in cambio alcuna garanzia».
Tizianel, che farà nei prossimi giorni una segnalazione all’autorità giudiziaria, sa di persone che sono cadute nella truffa e che hanno creduto agli annunci su Facebook. Alla fine a casa si sono trovati non un cagnolino vero, ma un peluche recapitato direttamente con il servizio postale.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 18:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA