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Siccità, il punto di non ritorno è stato raggiunto: finita l'acqua nel bacino del Meduna. Ecco cosa può succedere ora

Mercoledì 17 Agosto 2022 di Loris Del Frate
Siccità (foto di repertorio)
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Già dal giorno di Ferragosto l’asta del Meduna non aveva più acqua. I tre bacini montanti che alimentano il fiume (Cà Zul, Cà Selva e Racli) erano completamente asciutti al punto che il Consorzio Cellina - Meduna ha deciso di spegnere i motori dell’impianto che preleva l’acqua e la dirotta nella condotta al servizio degli agricoltori per irrigare i campi. Una decisione che è stata presa già venerdì scorso quando oramai non c’era più la possibilità di avere nuove precipitazioni. Allo stato attuale, dunque, il Consorzio preleva l’acqua fluente, ossia quella che scorre direttamente sul fiume. C’è subito da dire che se il Meduna non è alimentato a monte dai bacini non ha certo acqua di portata. Come dire che quella a disposizione continua ad essere limitata e razionata.


LE PRECIPITAZIONI


La pioggia caduta nelle ultime 48 ore non ha risolto la situazione, ma è comunque servita per dare la possibilità anche a mais e soia di ricevere acqua dopo che il Consorzio ne ha vietato l’irrigazione per salvaguardare i frutteti, le vigne e gli ortaggi. Tanto per dare qualche numero nello spilimberghese sono caduti 44 millimetri d’acqua, 17 a Spilimbergo, 3 a Vivaro e una trentina nell’alto maniaghese. Acqua che non ha creato riserva ma è almeno servita a bagnare il terreno. Va meglio la situazione nell’asta del Cellina dove i bacini, pur bassi, stanno comunque garantendo l’irrigazione senza creare grossi problemi. Cosa che invece sta accadendo nella bassa pordenonese dove le falde superficiali sono asciutte e ora stanno soffrendo anche quelle più profonde che alimentano i pozzi artesiani. Questo significa che potrebbero trovarsi senza acqua potabile anche diverse abitazioni.


L’UDINESE 


In provincia di Udine le cose vanno un po’ meglio rispetto a quella di Pordenone. La situazione è critica nella Bassa friulana che ha lo stesso problema di quella della Destra Tagliamento, ma la pioggia caduta in montagna ha alimentato sufficentemete il Tagliamento che ora ha ripreso a versare l’obolo all’agricoltura, così come il Torre che non è più a secco. Certo, non siamo ancora a posto, anzi resta l’emergenza, ma si potrà guardare con maggior ottimismo almeno per due, forse tre settimane.


LE FALDE


È la situazione peggiore sia in provincia di Udine che in quella di Pordenone. Le falde superficiali sono praticamente asciutte ed ora potrebbero diventarlo anche quelle più profonde. Non è possibile una stima per capire quanta acqua sarà necessaria per tornare allo stato pre - siccità, ma secondo un tecnico, Massimiliano Zanet, direttore del Consorzio Cellina - Meduna, servirà un intero autunno decisamente piovoso e anche una bella coltre di neve durante l’inverno. In caso contrario il prossimo anno già si partirà con un livello decisamente più basso di acqua nelle falde.


I DIVIETI


Restano tutti attivi, sia le ordinanze dei sindaci che hanno imposto il divieto di bagnare i giardini e di lavare le auto durante il giorno, così come quelle del Consorzio Cellina Meduna che ha vietato di irrigare nell’asta del Meduna sia il mais che la soia, riducendo a 45 minuti al giorno il tempo a disposizione dei singoli soci. 
 

Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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