Visite mediche e liste d'attesa, l'emergenza continua: maglia nera sempre a oculistica, ecco quanto ci vuole

Martedì 16 Novembre 2021 di Lara Zani
Una visita oculistica
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I numeri che fanno più impressione sono, ancora una volta, quelli che riguardano le visite oculistiche: il primo appuntamento disponibile in provincia di Pordenone, con priorità “P”, è indicato sul sito dell’Asfo al Distretto di Sacile, fra 546 giorni, suppergiù un anno e mezzo, che diventano addirittura 801 per il Distretto di Porcia, 805 per Cordenons e 939 (due anni e mezzo) per Azzano Decimo. Numeri che colpiscono ancora di più se si considera che, andando a caccia di un appuntamento sull’intero territorio regionale, è possibile ottenerlo nel giro di un giorno all’Ospedale di Gorizia o di tre giorni nei Distretti di Tolmezzo e di Muggia.


I DATI SUI TEMPI


Nel giorno in cui il Consiglio regionale ha esaminato le relazioni sui tempi di attesa nel 2019 e 2020, la situazione pordenonese conferma le sue criticità. I dati sono quelli dei tempi stimati dal sistema delle prenotazioni dell’Asfo, che simula l’attività del call center regionale, su alcune delle prestazioni erogate dalle strutture pubbliche e private convenzionate del Fvg. Il riferimento sono le prestazioni con priorità “P”, ossia le prestazioni cosiddette “programmate”, per le quali il tempo non dovrebbe superare i 180 giorni (in alcuni casi i 120). Situazione diversa per le “urgenti” (24 ore), “brevi” (10 giorni) e “differite” (30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli esami diagnostici). Il dato che emerge è come il Sistema sanitario regionale nel suo insieme riesca sostanzialmente a garantire i tempi previsti, ma lo faccia in larga parte grazie alle strutture delle altre province, mentre quelle pordenonesi si attestano spesso su tempi decisamente più lunghi. Ci vogliono per esempio un minimo di 205 giorni per poter effettuare un ecodoppler arteriosa agli arti inferiori in provincia di Pordenone, più precisamente al Policlinico San Giorgio, ma ne basterebbe uno recandosi a Monfalcone. Lo stesso vale per i 108 giorni al Policlinico per un’ecografia dell’addome completo che si fa in tre giorni a Tolmezzo, mentre per una elettromiografia semplice si attendono tre giorni all’ospedale triestino di “Cattinara” e 304 a quello di Pordenone.


IL RAFFRONTO


Fra le visite specialistiche, una cardiologica si può fare in tre giorni al Distretto di Udine, in 141 al Distretto di Maniago, primo appuntamento disponibile in provincia; per una visita dermatologica, tre giorni al Distretto di Cividale, 78 al Policlinico; per una visita endocrinologia, 16 giorni al Carnia Salus di Tolmezzo e 401 all’ospedale di Pordenone, che sono invece 115 per una visita gastroenterologica immediatamente disponibile invece al “Burlo Garofolo” di Trieste così come la visita nefrologica, per la quale occorrono 165 giorni all’ospedale di San Vito. E ancora: 16 giorni per una visita pneumologica al “Burlo”, mentre all’ospedale di Pordenone se ne attendono 395. Liste d’attesa lunghe dappertutto, invece, per le visite neurochirurgiche: si va dai 185 giorni di “Cattinara” ai 197 dell’ospedale di Pordenone e ai 340 di Udine. Fra le note positive di Pordenone, i due giorni per ottenere una visita neurologica al Distretto di Cordenons a fronte dei 71 del “Burlo”, e i 10 giorni per una visita infettivologica al Santa Maria degli Angeli.


I PRELIEVI


Al di fuori poi del novero delle prestazioni i cui tempi di attesa stimati sono disponibili sul sito dell’Asfo, il trasferimento del servizio nella Cittadella della salute è corrisposto a un allungamento dei tempi per le prenotazioni al Centro prelievi, che da una disponibilità praticamente immediata sono passati a tempi di due settimane e anche più. Due, in particolare, i reparti la cui situazione è stata portata all’attenzione del Consiglio regionale nei mesi scorsi con le interrogazioni presentate dal consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni. Nel caso dell’Endocrinologia, l’Asfo aveva risposto all’inizio dell’estate assicurando nel giro di un paio di settimane, con la diminuzione dell’attività legata all’emergenza Covid, la ripresa dell’attività ambulatoriale con priorità “P”. Nel caso dell’Oculistica, invece, il problema resta legato alla carenza di personale

Ultimo aggiornamento: 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA