Profughi chiedono asilo, poi però protestano perché il menù non piace

Martedì 29 Agosto 2017 di ​Davide Lisetto
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PORDENONE - Si dicono profughi in fuga da guerre e persecuzioni, in pericolo di vita nel loro Paese. Vengono accolti, ospitati e sfamati dalla Caritas. Ma protestano: il cibo non è di loro gradimento. E poi vogliono appartamenti, non strutture collettive: si sta meglio, spiegano.

Da giorni una ventina di pachistani richiedenti asilo, ospitati nella Casa della Madonna Pellegrina (gestita dalla Caritas) di Pordenone bussano alla prefettura chiedendo di essere ricevuti. I motivi sono sempre quelli: primo, la cattiva qualità del cibo. Poi la varietà del menu, che risulta troppo monotono. E poi nella Casa non si può usare l'ascensore, e tra loro c'è una donna incinta, alloggiata al terzo piano. E un'altra donna ha il passeggino, come fa? E poi: la difficoltà di usufruire di visite mediche, la richiesta di essere tutti trasferiti in appartamenti, come è previsto per i richiedenti asilo. La prima delle lamentele messe in evidenza è relativa al cibo, e infatti già sabato il gruppetto si era presentato in Prefettura con il piatto di riso alla mano, mentre qualcuno dice di non mangiare da tre giorni. «Il cibo è sempre lo stesso - protestano -. Abbiamo anche chiesto che venga esposta la lista con il menu settimanale, ma non è mai stato fatto»...
 
  Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA