Friuladria, dopo l'offerta la marcia verso la fusione

Venerdì 18 Giugno 2021 di Davide Lisetto
La sede di rappresentanza della FriulAdria

PORDENONE - Il giorno dopo l’annuncio dell’Opa del Crédit Agricole sul 17 per cento dei piccoli azionisti di FriulAdria proseguono le prese di posizione delle categorie, delle istituzioni e pure delle forze politiche. L’acquisizione da parte del socio di maggioranza della banca anche del pacchetto di minoranza non apre grandi interrogativi in quanto era nell’area da tempo e viene considerata quasi come la conclusione di un percorso iniziato nel 2007 con l’ingresso dell’istituto pordenonese nel colosso francese. Certo tutti sono convinti che - così come annunciato avverrà entro il 2022 - ormai nei fatti e nell’operatività bancaria FriulAdria sia ormai nei fatti una banca unica con il Crédit Agricole Italia. Ma per formalizzare la fusione occorre che il gruppo entri prima in possesso del 100 per cento delle quote.

Allo stesso modo tutti auspicano che anche quando non ci sarà più il marchio “FriulAdria” fuori dalle filiali (cosa che per esempio in Veneto è già da tempo) il legame con il territorio non venga spezzato del tutto. Ma su questo fronte ci sarebbero state assicurazioni. Il fatto che rimanga una direzione regionale (sia in Friuli Venezia Giulia che in Veneto) rassicura il mondo imprenditoriale e produttivo rispetto alla “filiera” dei processi decisionali. Inoltre, l’altro aspetto riguarda il gettito fiscale regionale: anche su questo ci sarebbero rassicurazioni in quanto il gettito è in larga parte garantito (più che dalla sede legale) dei volumi dell’operatività della rete degli sportelli sul territorio.

«È chiaro - sostiene il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - una banca importante, robusta e capitalizzata tutta pordenonese sarebbe nei sogni e nei desiderata di ciascuno di noi. Ma ormai è inutile guardare al passato e alle occasioni che magari si sono avute e sprecate per realizzare poli bancari su scala regionale. Quel mondo non c’è più. Ora dobbiamo cercare di salvaguardare il territorio e farlo crescere con le opportunità che abbiamo. Le dinamiche bancarie ormai da anni vanno verso strutture sempre più grandi e richiedono capitalizzazioni enormi. Perciò - conclude Pascolo - la presenza di un gruppo internazionale che investe sul territorio è un bel segnale. Certo l’auspicio è che continua a farlo».


LE REAZIONI
«Si tratta di un investimento estero verso la nostra regione con il quale misurarsi con realismo e positività. Cogliendo - sottolinea Renzo Liva, responsabile economico del Pd regionale - le opportunità che si aprono ed evitando riflessi puramente difensivi. L’Opa volontaria del Crédit Agricole verso FriulAdria, già detenuta dal gruppo francese per l’82% ma che si avvale di personale locale, attesta e riconferma la valutazione positiva e strategica verso l’istituto che opera nel Nordest ottenendo da anni ottimi risultati di redditività ed espansione». «Al di la del nome e dell’assetto l’importante è che non si perdano di vista gli aspetti che caratterizzano il territorio, quello economico produttivo ma anche quello della cultura e della società», è l’auspicio dell’ex sindaco Alvaro Cardin che - oltre 15 anni fa - aveva guidato un’associazione dei piccoli azionisti della banca.

 

Ultimo aggiornamento: 11:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA