L'arma segreta del dentista vittima ​della Banca popolare di Vicenza

Martedì 30 Gennaio 2018 di Cristina Antonutti
L'arma segreta del dentista vittima della Banca popolare di Vicenza
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PORDENONE - Un dentista della provincia di Pordenone, vittima delle cosiddette operazioni baciate della Banca popolare di Vicenza, sta combattendo su più fronti una battaglia per ottenere un risarcimento lievitato a 300 mila euro. Due anni fa portò il suo caso all'attenzione di Banca d'Italia e Consob; chiese alla Procura di valutare le ipotesi di aggiottaggio e truffa in capo ai vertici dell'istituto di credito (querela trasmessa in Tribunale a Vicenza); fece un ricorso d'urgenza per bloccare la baciata e, dopo il crac della banca, si insinuò nel passivo. Adesso, forte di una registrazione che documenta i colloqui con l'allora direttore della filiale di San Vito al Tagliamento, ha deciso di tentare un'altra strada. L'avvocato Sergio Gerin sta infatti per depositare un atto di citazione che riguarda esclusivamente l'allora responsabile della filiale. È a lui che il dentista intende chiedere il risarcimento per le azioni svalutare del 23,7% nel giro di un anno.

Secondo l'avvocato Sergio Gerin, il contratto di investimento non sarebbe valido perchè al dentista sarebbe stata taciuta la reale situazione finanziaria della banca e il cliente sarebbe stato indotto a indebitarsi per acquistare titoli che non avevano alcun valore. Per dimostrarlo utilizzerà le registrazioni, fatte di nascosto nel febbraio 2014 dallo stesso dentista, usando il telefonino, e dalle quali emerge che il funzionario di banca avrebbe insistito per l'investimento...


 
 

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