Paolo, in ​121 giorni, 9.870 chilometri. Da Budoia a Capo Nord (e ritorno)

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Francesca Giannelli
Paolo Bastianello

BUDOIA (PORDENONE) - Accoglienza con tanto di campanacci e stappo di bottiglie per Paolo Bastianello, partito a inizio giugno per Capo Nord in bicicletta e rientrato sulla sua due ruote a inizio settimana. 121 giorni, 9.870 chilometri, dei metri di dislivello il conto si è perso per strada, 5 chili persi, nemmeno una foratura, ma un cerchio quasi esploso per il peso e quattro coppie di pastiglie dei freni: questi i numeri del viaggio che ha visto il dardaghese impegnato sino in Nord Europa tra fine primavera e inizio autunno. «Per arrivare a Capo Nord avevo quasi una sorta di ansia da prestazione racconta dopo un paio di giorni di riposo in paese lì ho avuto l'emozione più intensa. Poi la tensione è scesa e le giornate sono corse via in relax». Una discesa più lenta e più lunga della salita verso l'estremo lembo di terra del Nord Europa, nella quale il viaggiatore lento ha scoperto l'intera costa norvegese: «Le isole Lofoten sono tra i posti più belli, purtroppo ho avuto tanta nebbia e pioggia: mi toccava guardare le foto con il bel tempo su internet». La pioggia, tanta, insistente, per giornate intere, è stata il nemico più grande del viaggio in bici e tenda al seguito, con la casetta di tela che spesso non riusciva ad asciugarsi da un giorno all'altro, umidità dentro in tenda e diluvio fuori, ma nemmeno un raffreddore e via in sella.
LE SALITE

In Norvegia poi la discesa verso Sud è stata tutta una salita, di fiordo in fiordo, di costa in costa: «Oggi 90 chilometri con 1478 metri di dislivello è il 24 luglio e come tutti i cicloturisti curiosi, non crede alle deviazioni e fila dritto qua mi tocca tornare indietro perché c'è una frana 5 chilometri buttati!». Le salite si fanno sentire e dalle lunghe tappe di oltre 100 chilometri al giorno, i totali si riducono di un po', per lasciar ossigenare anche i muscoli. A ridurre le distanze della lunghissima costa norvegese, dentro e fuori dai fiordi, la Hurtigruten, la vecchia nave postale che ancora fa servizio anche per i viaggiatori: «Da Bronnoysund a Trondheim, città che si è rivelata una dei più bei posti visitati, con i suoi palazzi tutti colorati. Un percorso molto bello dentro e fuori dai fiordi e attorno alle isolette». Un sollievo i piccoli tratti in traghetto anche per i momenti di pioggia, ma le tappe a volte continuano a essere lunghe, soprattutto se cala un po' il dislivello. La Atlantic road che sale, sale, sale fino a sembrare un trampolino sul nulla e poi la discesa, lungo la costa e i ponti, tra un lembo di terra e l'altro. Se l'emozione dell'arrivo a Nordkapp è stata tanta, il viaggio nel suo complesso ha lasciato un grande segno e ogni piccolo tratto ha il suo significato, il suo valore, il suo ricordo, che torna fuori da un momento all'altro e fa rivivere l'emozione al viaggiatore e ai suoi amici, che ascoltano ammirati attorno a lui.
IL RIENTRO
E così è stata la festa del rientro: un'emozione, divisa tra la piazza di Caneva, punto di ritrovo con pochi amici e una piccola delegazione di Fiab Aruotalibera, giunti sul confine friulano per accompagnare il rientro a Dardago, e l'arrivo in paese, dove una quarantina tra amici, conoscenti e parenti sono giunti alle 15 del pomeriggio e hanno atteso in festa fino all'arrivo del ciclista ormai più amato del centro pedemontano. Baci, abbracci, prosecco che vola e inonda gli astanti e ancora ricordi: dopo la Norvegia di nuovo Danimarca, la Germania con la meraviglia dell'Elba ad Amburgo o la città dei musicanti, Brema, che ha incantato per un turista in Apecar allestito a camper e ancora l'Olanda, con il campeggio nudista inaspettato e la password del wifi paradise e infine Bruxelles, un po' fuori dal percorso del rientro: «Mi sarebbe piaciuto arrivare a Parigi, ma poi il richiamo degli amici a casa, non avevo mai viaggiato per un periodo così lungo, 4 mesi, così ho deciso di lasciare la Francia a una prossima volta».
 

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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