Devasta l'ufficio postale e minaccia di morte la direttrice: pluripregiudicato tunisino già rimesso in libertà

Giovedì 19 Agosto 2021 di Luca Ingegneri
I carabinieri davanti all'ufficio postale
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PADOVA É già di nuovo in libertà il devastatore dell’ufficio postale del Portello. Il giudice Laura Alcaro ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri di Prato della Valle per minaccia, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti ma non ha ritenuto di accogliere le richieste del magistrato di turno applicando a Mohamed Hadef, 57enne pluripregiudicato tunisino, la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due volte al giorno. Per il pubblico ministero Marco Brusegan, che ha voluto presenziare di persona al rito direttissimo, l’extracomunitario avrebbe dovuto finire dietro le sbarre. Ed invece sarà libero in attesa del processo, rinviato al 29 settembre, su richiesta del suo legale che ha ottenuto i termini a difesa.

I PRECEDENTI
Domiciliato all’asilo notturno del Torresino, Hadef non ha una residenza e nemmeno un’occupazione. Vive di espedienti arrangiandosi tra un reato e l’altro. In quindici anni ha accumulato un curriculum criminale di assoluto rispetto. Nel suo casellario sono registrate la bellezza di otto condanne a titolo definitivo. A partire dal 2006 quando è arrivata la prima batosta per spaccio di sostanze stupefacenti. Aveva messo in piedi una specie di sportello della droga. Ogni pomeriggio, terminato il turno di lavoro come operaio, si piazzava nell’androne di casa, in via Tommaseo, e smerciava bustine di eroina ai tossicodipendenti italiani che lo contattavano via cellulare. Quando i poliziotti avevano fatto irruzione nell’alloggio aveva provato ad ingoiare cinque dosi di eroina. Ma non era riuscito ad evitare l’arresto. Quattro anni più tardi Mohamed Hadef aveva concesso il bis, ancora per reati di droga. Era incappato in un pattuglione dei carabinieri durante le festività natalizie e sorpreso in possesso di un piccolo quantitativo di stupefacenti.
Nel 2013 erano state riconosciute le sue responsabilità per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Gli agenti delle volanti tenevano d’occhio una Peugeot 206 di colore blu posteggiata da mesi lungo via Citolo da Perugia. Sapevano che serviva agli spacciatori come magazzino. Con un appostamento erano riusciti ad incastrare Hadef, beccato con le chiavi della Peugeot e con 45 grammi di eroina in tasca.


AL SERT
L’anno successivo ancora una condanna per spaccio, oltre che per ricettazione. Il tunisino aveva però proseguito imperterrito con le attività illecite da cui evidentemente traeva buoni guadagni: nel 2016 era stato condannato ancora una volta per spaccio. Aveva ceduto 1,1 grammi di eroina per 70 euro ad un 46enne padovano, incontrato vicino al Sert. E i carabinieri l’avevano pizzicato in flagranza di reato e arrestato. In epoca più recente altre due disavventure: un porto di oggetti atti ad offendere (2017) e una ricettazione (2020). Il pusher è decisamente un soggetto pericoloso, tanto da meritare un ordine di allontanamento dal territorio nazionale. Hadef non ha mai preso in seria considerazione il provvedimento del questore e si è fatto pizzicare nuovamente dalle forze dell’ordine. Anche in questo caso ci sono scappate la denuncia e la condanna.
L’altro ieri pretendeva di finalizzare le pratiche per il reddito di cittadinanza ma, essendosi presentato all’ufficio postale con i documenti scaduti, si è inevitabilmente visto respingere la richiesta. Non ha trovato di meglio che prendersela con P. B., direttrice dell’ufficio di via Portello, rompendo a pugni la parete in plexiglass, lanciandole addosso il pannello ormai in frantumi e ripetendole a più riprese «Ti ammazzo». Pesante il bilancio del parapiglia, conclusosi con un paio di manette ai polsi: sono infatti andati distrutti un i-pad portatile ed un pc fisso utilizzati abitualmente dagli utenti delle Poste per la firma digitale. I carabinieri hanno acquisito il filmato del suo show.
 

Ultimo aggiornamento: 07:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA