Padova. Stupra e minaccia la compagna incinta: «Ti taglio la pancia e tiro fuori il bambino». Condannato a 8 anni

Mercoledì 15 Marzo 2023 di Serena De Salvador
Stupra e minaccia la compagna incinta, condannato

PADOVA - Una condanna a 8 anni e 4 mesi per un calvario durato oltre un anno, fatto di insulti, percosse, stupri, minacce con forbici e coltelli puntati alla gola e al grembo mentre la compagna era incinta. Violenze a cui l'ha sottoposta il suo ex compagno, condannato per maltrattamenti, lesioni personali aggravate e violenza sessuale.

Protagonisti sono due ex fidanzati. Lei oggi 31enne, padovana, e lui 33enne di origine nordafricana, nato in Campania e residente da tempo nella città del Santo. Nel 2017 i due si conoscono, vanno a vivere insieme, ma, secondo il racconto della donna messo nero su bianco nelle denunce, l'incubo comincia presto. Prima sono arrivati gli insulti, gli sputi, gli schiaffi. Abusi alimentati dall'abitudine dell'uomo a ubriacarsi, che scattavano sia tra le mura domestiche che in pubblico, tanto che in un'occasione lui per strada l'aveva prima presa a calci e poi spinta contro la serranda di un negozio. Ben presto sono però arrivate anche le minacce, non solo verbali ma anche con l'uso di armi e oggetti pericolosi. In un'occasione il 32enne l'ha presa a calci e pugni in testa dopo averla buttata a terra, per poi impugnare un paio di forbici e minacciare di cavarle un occhio mentre la teneva ferma torcendole un orecchio. Non solo, perché poco tempo dopo ha ripetuto il copione, stavolta tenendo in mano una pistola, e ancora aveva minacciato di sfregiarla e ucciderla mettendole un coltello alla gola. Aggressioni violentissime, che hanno costretto la ragazza a rivolgersi al pronto soccorso. Nel 2018 le ha rotto una costola lanciandole addosso un casco dopo averla strangolata fino a farle quasi perdere i sensi.

Nel mezzo di quel calvario la donna aveva anche scoperto di essere incinta. Nonostante questo lui ha continuato a gettarla a terra, a colpirla a calci, a lanciarle oggetti. È arrivato a schiacciarle in volto dei vasetti di yogurt. Ma non basta. «Ti taglio la pancia e tiro fuori il bambino» le ha gridato impugnando un coltello.

Scene tremende, a cui si sono aggiunti ripetuti episodi di violenza sessuale. Dopo ogni sfuriata e ogni aggressione l'uomo infatti pretendeva di avere rapporti sessuali con la ragazza. Lei stessa ha ripetuto davanti al giudice che almeno quattro sono state le occasioni in cui pur malconcia, piangendo e supplicando l'ex, era stata costretta a subire quei rapporti indesiderati. Più volte lo ha denunciato alle forze dell'ordine. Poi, a metà del 2018, ha deciso di abbandonare l'appartamento che la coppia condivideva. Si è anche rivolta al centro antiviolenza e nel 2020 l'uomo è stato rinviato a giudizio. Pesanti le prove emerse dai referti medici, dalle relazioni del centro antiviolenza e dalle stesse denunce. Ma ancor più pesanti sono state le parole con cui la vittima, difesa dall'avvocato Pierilario Troccolo e costituitasi parte civile, ha ripercorso a giugno, in aula, il suo calvario. Nelle scorse settimane, nonostante la difesa avesse invocato l'infermità mentale, l'uomo è stato condannato e dovrà versare alla vittima una provvisionale di 50mila euro. 

Ultimo aggiornamento: 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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