Violentata in auto dopo la festa con gli amici a Padova: artigiano 42enne a processo

Giovedì 10 Novembre 2022 di Marco Aldighieri
VIOLENZA SESSUALE - A processo un artigiano egiziano di 42 anni

PADOVA - Doveva essere una serata di divertimento trascorsa con gli amici a bere in un locale della città. Invece quel 14 giugno di quest’anno per una 32enne padovana residente nel Piovese, si è trasformato in un incubo. La giovane è stata violentata in auto, in una zona isolata al confine tra il comune di Padova e quello di Albignasego, da un cittadino egiziano. Lui, Abdel Issam artigiano di 42 anni residente a Milano, si trova ora a processo davanti ai giudici del Tribunale collegiale per difendersi dall’accusa di violenza sessuale. 


IL FATTO
Il 14 giugno la vittima insieme ad una amica ha partecipato a una festa in un locale di Padova. Le due ragazze, in compagnia di altri amici, si sono divertite ballando e bevendo. Poi, arrivata la mezzanotte, si sono separate. L’artigiano si è fatto avanti per dare un passaggio fino a casa, con la sua auto, alla trentaduenne. La giovane, un po’ stordita dall’effetto dell’alcol, ha accettato. Era sicura di essere in buone mani. Durante la festa quello straniero le era risultato molto simpatico.  I due si sono messi in viaggio verso Piove di Sacco, ma appena superato il confine della città il 42enne ha arrestato la corsa della macchina in una zona isolata di Albignasego. E qui, secondo l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Andrea Zito titolare delle indagini, approfittando dello stato di ebrezza della ragazza la avrebbe violentata. La trentaduenne è poi riuscita ad allontanarsi dall’auto e in stato di choc ha raggiunto la sua abitazione.


LE INDAGINI
La giovane, disperata, ha raccontato quanto le era accaduto ai parenti e poi si è recata al pronto soccorso. I medici, dopo averla visitata, le hanno diagnosticato un forte stato di stress emotivo. Non avrebbero però trovato segni di violenza sul corpo. La trentaduenne ha poi presentato denuncia per violenza sessuale e sono scattate le indagini da parte degli uomini della Squadra mobile. Gli inquirenti hanno sentito il racconto della ragazza e le hanno creduto.  Quindi hanno visionato tutte le immagini registrate dalle telecamere della videosorveglianza, posizionate nel tragitto dal locale della festa al luogo del presunto stupro. E gli occhi elettronici hanno immortalato la macchina dell’artigiano africano. La polizia ha anche ascoltato alcuni amici della vittima, presenti al party. Tutti hanno ricordato di avere notato l’egiziano mentre cercava di flirtare con la loro amica.


LA FUGA
L’egiziano, dopo quella sera, è scomparso nel nulla. La Squadra mobile lo ha cercato ovunque, ma era riuscito a fare perdere le proprie tracce anche cambiando la sim del telefono cellulare.  Ma i poliziotti non si sono dati per vinti e con l’aiuto della Mobile di Milano, sono riusciti a localizzarlo dopo oltre un paio di mesi proprio nel capoluogo meneghino. Per lui sono scattate le manette e il carcere, ma dopo una settimana è stato rimesso in libertà con l’obbligo di dimora a Milano. Attualmente convive con una donna dell’Est Europa. L’artigiano si è sempre professato innocente, affermando di avere avuto con la ragazza un rapporto consenziente e di non averla violentata. 

Ultimo aggiornamento: 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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