Lo street art Carolì: «La statua in Prato della Valle? Potrei farla io»

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Massimo Zilio
La presentazione del progetto statue di donna in Prato della Valle

PADOVA - Artisti contemporanei per antonomasia, spesso capaci non solo di interpretare, ma anche di anticipare le sensibilità e le tematiche emergenti, gli street artist sono anche abituati ad agire nel rispetto del contesto, magari storico, della città in cui lavorano, portando avanti però lavori innovativi per soggetti e tecniche. Ecco perchè la loro visione sul tema di una “nuova” statua, dedicata per la prima volta a una donna, può dare spunti interessanti, anche su come pensare un’eventuale l’opera. E Carolì si candida: «Un opera su Elena Lucrezia Cornaro Piscopia? Potrei farla io»

 

LA PROPOSTA
Tra le voci in crescita nella street art che nasce da Padova c’è quella di Carolina Blanco, che negli ultimi anni si è fatta sempre più conoscere come Carolì sui muri e le serrande padovane e non solo: «La street art oggi non è un contesto maschilista. Io sono Carolì, non una donna che fa street art» sottolinea. Non a caso recentemente il festival della street art cittadino a visto alcune delle migliori artiste donne internazionali mettersi al lavoro sui muri di Padova, segno che le bombolette non sono (o non sono più) “cose da maschi”. Da donna però è evidente che la questione è particolarmente sentita: «Trovo giusto che in quello che è un po’ il pantheon di Padova, Prato della Valle, ci debba essere una presenza femminile. Non solo per valorizzare una figura importante dal punto di vista storico, come sarebbe Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, ma anche a livello simbolico. Oggi il tema della violenza sulle donne e della parità di genere è molto sentito, si discute molto. Sono convinta che dare il giusto risalto a una figura femminile in un contesto importante avrebbe un significato profondo anche al di là della semplice presenza della statua». 
Anche Carolì vede un’eventuale nuova opera da calare in Prato della Valle da inserire con cautela e attenzione nel contesto esistente, ma non esclude di poter “sostenere” questa sorta di candidatura con la sua arte: «Un’opera che si ispira a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia? Perchè no, ci starebbe assolutamente. Lei è una figura importante non solo sul piano storico e intellettuale, come prima donna laureata al mondo, ma anche come ispirazione di molte donne».
 

IL SUGGERIMENTO
«La storia resta la storia - commenta Tony Gallo - Non vedo bene il contemporaneo in un contesto classico. Quando lavoriamo stiamo sempre attenti a non intervenire sulla parete di un palazzo storico, sarebbe imbrattarlo. Però ci sono scultori contemporanei, come Ettore Greco che io seguo molto, che potrebbero starci bene e dare vita a dei lavori di sicuro interesse». Perchè, l’idea di fondo di dare finalmente spazio a una donna attorno all’isola Memmia, comunque piace: «In questa fase storica credo che la discussione sia necessaria - continua Gallo - Potrebbe essere il momento giusto e sono convinto che sia comunque già importante parlarne. Da padovano sono molto legato a Prato della Valle e credo che, contestualizzata nel panorama che siamo abituati a conoscere, la statua di una donna ci starebbe benissimo». 
 

L’ALTERNATIVA
Alessio B., altro importante nome della “street art padovana” conosciuto in tutto il mondo, vede addirittura la possibilità di trovare spazio per qualcosa di più innovativo ancora: «Perché non fare una rivisitazione ad opera di un’artista contemporanea? Sarebbe bello integrare Prato della Valle con una statua di un personaggio femminile, magari anche vista in maniera attuale. Non è il mio campo, quindi non mi esprimo, ma credo che sarebbe giusto che fosse una donna a realizzarla. Colmare un vuoto con un’opera nuova, una proposta al femminile sia nel soggetto che nell’esecutrice. Sarebbe bello e valorizzerebbe anche il lavoro delle donne in campo artistico e non solo». 
Anche per Alessio B, al di là di una futura statua dedicata magari a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che possa abbellire Prato della Valle o magari un altro spazio cittadino più consono, aver aperto la discussione sul tema delle presenze solo maschili nel lungo anello di statue della piazza è utile: «Confesso che non ho mai notato che in Prato della Valle ci fossero solo uomini. A pensarci mi stupisco, ma la verità è che ci dovremmo soprattutto porre la domanda sul perché sia così, come mai è capitato questo». 

Ultimo aggiornamento: 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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