Quarantene e isolamenti, devono occuparsene le scuole: «A noi tutti gli oneri»

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Elisa Fais
Le lezioni in aula durante la pandemia

PADOVA - Sta diventando una vera e propria emergenza nell’emergenza: le regole per tracciamento e le quarantene stanno mandando in tilt le scuole del padovano. Nelle ultime 24 ore il Sisp ha ricevuto 3.700 segnalazioni, che corrispondono ad altrettanti studenti in sorveglianza o in quarantena, un numero troppo elevato da gestire. Ora l’organizzazione dei tamponi di inizio e fine isolamento è finita in capo agli istituti scolastici, che lanciano l’allarme. «L’Ulss ha in capo 3.700 segnalazioni e non riesce più a gestire questa mole di lavoro – spiega Federica Silvoni, dirigente dell’istituto comprensivo di Albignasego (uno dei più grandi della provincia) e presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi - dunque è stato chiesto aiuto alle scuole, che ora si devono occupare di tutto. Hanno delegato a noi il compito di predisporre l’isolamento dei bambini e ragazzi, indicando ai genitori le date per fissare i tamponi ai figli. Test che non vengono fatti su invito dal Sisp, ma che devono essere prenotati autonomamente nelle farmacie o nei privati convenzionati».

IL BOOMERANG

Il ritorno a scuola in presenza, nel pieno della salita della curva dei contagi da Omicron, ha creato un inevitabile boomerang verso gli stessi istituti scolastici che adesso annaspano tra circolari, ordinanze e nuove spiegazioni sulle procedure da adottare. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Regione, nel periodo compreso tra l’11 e il 25 gennaio, ben 2.934 classi del padovano sono finite nell’occhio del ciclone Covid. Classi in cui è stata accertata la presenza di uno o più studenti positivi e per cui sono indicate le misure sanitarie (quarantena, sorveglianza o autosorveglianza) e le misure di rimodulazione dell’attività didattica. Tra queste, 1.206 sono andate in quarantena e quindi in didattica a distanza. Sempre nelle ultime due settimane si stimano 46.500 studenti coinvolti, di cui 19.100 costretti in quarantena.
I genitori, una volta ricevuti i nostri dispositivi di isolamento, devono mostrarli alle farmacie o ai privati convenzionati per avere diritto al tampone per i figli – aggiunge la dottoressa Silvoni – Il problema è che i nostri dispositivi non sono nominali, sono diretti all’intera classe, e questo crea problemi ai fini del test. Ma i nodi sono molti. Non abbiamo le competenze mediche per dire ai genitori cosa devono fare, non è un nostro compito. Al momento ci muoviamo grazie al buonsenso, ma servono protocolli chiari. Siamo diventati un braccio operativo dell’Ulss, un front office, ormai l’ufficio didattico lavora solo per il Covid. Le famiglie sono confuse, non sanno che pesci pigliare, abbiamo urgente bisogno che la Regione ci ascolti».

L’allarme è lanciato da chi nella scuola vive moltissime ore al giorno, ovvero i dirigenti scolastici. A questo proposito l’Associazione nazionale dirigenti pubblici della scuola (Anp) del Veneto nei giorni scorsi ha scritto alla Regione per chiedere risposte. «L’applicazione concreta delle nuove disposizioni normative in tema di contatti scolastici, e delle successive indicazioni operative ha causato il caos nella gestione dei casi di contagio scolastici – conferma la rappresentante padovana - si è creato un appesantimento degli oneri a carico delle scuole, caricate anche della necessità di fare valutazioni di carattere prettamente sanitario, pur senza averne ruolo e soprattutto poteri». Intanto l’Ulss 6 Euganea risponde ingaggiando nuova forza lavoro al Dipartimento di Prevenzione. Con la “massima urgenza” è stato affidato ad una cooperativa parte del servizio di contact tracing, finalizzato alla ricerca e gestione dei contatti di un caso positivo, con lo scopo di evitare il diffondersi del contagio. Per tre mesi, rinnovabili, sono state ingaggiate 15 figure, che si vanno a sommare al team diretto dalla dottoressa Ivana Simoncello. Altri 12 operatori, sempre con contratto trimestrale attraverso cooperativa, andranno a dare man forte al call center del centro vaccinale della Fiera, che però ha sede lavorativa all’ospedale ai Colli.

Ultimo aggiornamento: 15:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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