San Giorgio in Bosco. Rifiuti tossici, bonifica da 6mila tonnellate e oltre un milione e mezzo di euro: «Ai responsabili concesso pure lo sconto di 441mila euro»

Sabato 22 Gennaio 2022 di Germana Cabrelle
Rifiuti tossici - Foto di Jacob Baker da Pixabay

SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - Una vicenda quasi trentennale, un gravissimo inquinamento ambientale da parte di privati poi falliti e la cui bonifica di oltre 6mila tonnellate di rifiuti tossici è stata possibile grazie ai contributi concessi per 1.754.933 euro dalla Regione Veneto.

Rifiuti tossici e bonifica


Il caso Fa.Ro Srl è stato tutto questo e si è concluso dopo 25 anni di contenzioso penale, amministrativo e civile. «La parola fine è stata scritta a dicembre 2020 con una transazione con la quale il sindaco Nicola Pettenuzzo, oltre ad addossare al Comune le spese legali sostenute per 441.075,87 euro ha anche concesso al responsabile dell'inquinamento uno sconto di 440mila euro rispetto al credito di 1.490.000». A parlare è l'ex primo cittadino e ora consigliere comunale di maggioranza Bobo Miatello il quale, da un'attenta analisi dei documenti inerenti la vicenda e assistito dall'avvocato Domenico Zanon, reclama che «sussistono delle gravi anomalie che hanno determinato un accomodamento vantaggioso per l'inquinatore privato a discapito dell'interesse pubblico, nonché delle finanze proprie del bilancio regionale. Un caso di mala gestio del denaro pubblico sostiene Miatello - in cui la Giunta del Veneto, con il denaro dei veneti, dopo aver finanziato la bonifica del sito inquinato, ha aiutato a sistemare i conti il sindaco, responsabile di aver sottoscritto ed eseguito una transazione vantaggiosa, e a dir poco scandalosa, con l'inquinatore». Sulla base di ciò, Miatello ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova e alla Corte dei Conti del Veneto ritenendo opportuno che si faccia piena luce sul finale dell'intricata vicenda. «Chi ha sbagliato ed è stato condannato - tuona Miatello - è giusto che paghi. Senza sconti. La comunità sangiorgense e veneta aggiunge - non può essere gabbata da chi l'ha inquinata per trarne illecito profitto. Non è accettabile incalza la transazione sottoscritta dal sindaco Pettenuzzo che ha fatto uno sconto al responsabile dell'inquinamento di 440.000 euro sul credito di 1.490.000. Né è giustificabile che alla fine la Regione, che ha finanziato la bonifica del sito, abbia accettato la restituzione dal Comune di soli 700.000 euro, inferiore alla metà di quanto erogato e inferiore alla somma di 950.000 che il sindaco Pettenuzzo si era impegnato formalmente a restituire. Una rinuncia, quella della Regione, inspiegabile. Se non per fa quadrare le sopravvenute difficoltà di bilancio del Comune. C'è stata anche una interrogazione di Arturo Lorenzoni in Regione la scorsa primavera su questo punto, ma non ha ancora ottenuto risposta». Miatello conclude: «Da cittadino, ex primo cittadino e ora consigliere che ha vissuto tutto il caso Fa.Ro, dico che lo sconto avrebbe dovuto essere discusso in consiglio comunale e non in giunta. Ritengo ci siano state delle illiceità nei comportamenti e negli atti. Una transazione onorevole doveva prevedere che almeno le spese legali (441 mila euro) non fossero a carico del Comune, ossia dei contribuenti. Non è giusto che a pagare sia sempre Pantalone».

Ultimo aggiornamento: 11:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci