Padova. Colpi di scena e tanto lavoro nel futuro di Pierpaolo Spollon: «Doc 3? Meglio tenere pronti i fazzoletti»

L'attore padovano protagonista della serie con Luca Argentero e "Odio il Natale" ha appena comprato casa a Padova. Nel 2024 potrebbe condurre un programma

Giovedì 4 Gennaio 2024 di Paolo Braghetto
Pierpaolo Spollon

PADOVA - Buona fine e buon principio per il padovano Pierpaolo Spollon protagonista di 2 delle serie tv più amate da pubblico. Il 34nne attore, diventato ormai star soprattutto delle fiction, è infatti uno degli interpreti principali della seconda stagione di “Odio il Natale”, fortunata serie Netflix girata a Chioggia con la bella e brava Pilar Fogliati, e tornerà la sera dell’11 gennaio su Rai 1 in “Doc 3” a fianco di Luca Argentero nella fiction dagli ascolti da record girata in un ospedale.

Gestore di un bacaro

«Il 2023 si è concluso lavorando tanto e togliendo un po’ di spazio alla mia famiglia – ha confessato il talento nostrano prima di concedersi un meritato riposo – nel 2024 mi aspetto di riuscire a riequilibrare il tempo dedicato ai miei due figli e alla professione». Si aspettava l’exploit della serie natalizia? «Non un successo così clamoroso – ha continuato l’attore, nella storia vicino di casa dell’infermiera Pilar e nuovo gestore di un tipico bacaro insieme alla giovane figlia – siamo stati primi nella top 10 italiana per 4 settimane di seguito e ottavi nel mondo.

Il merito è della regista Laura Chiassone e di un gruppo di attori veramente forte con cui mi sono trovato benissimo su un set che conoscevo già, dato che ci vado a rifornirmi di pesce o a mangiarlo e ho amici che hanno la barca. É un posto dove fai 40 minuti di strada da Padova e ti pare di essere in un altro mondo, ideale anche per staccare più facilmente la testa».

Tanti colpi di scena

Qualche anticipazione su Doc dove impersoni il dottor Riccardo Bonvegna? «Eravamo preoccupati di cosa si potevano inventare gli sceneggiatori per mantenere le aspettative, ma devo dire che siamo stati stupiti anche noi dai tanti emozionanti colpi di scena che ci saranno. Non posso fare spoiler, però consiglio di avere dei fazzoletti a portata di mano». C’è una serie molto seguita dove non la vedremo più, Blanca, dove aveva un ruolo drammatico tanto da rapire la protagonista cieca per ucciderla. «Purtroppo il mio Sebastiano è morto e per me è finita, mi spiace molto perché è stato il personaggio che amo di più». Uscito dal Centro sperimentale di Cinematografia della capitale, Spollon ha partecipato anche a “L’allieva”, “La porta rossa” e “Che Dio ci aiuti”, popolari serie della televisione di Stato; è stato anche Michelangelo Buonarroti nella serie internazionale “Leonardo”.

I progetti futuri

Altri progetti? «Dopo tanti anni di semina è giunto il periodo del raccolto. Ci sono numerosi progetti in ballo come la conduzione di un programma; di sicuro proseguirò a teatro con il mio spettacolo “Quel che provo a dir non so” in cui sono solo sul palco, scritto da me e Matteo Monforte che porterò l’11 maggio al Gran Teatro Geox». Dove passa le feste? «A Guadalupa con la mia famiglia; sono andato lontano apposta per non essere richiamato indietro da qualche produzione con qualcosa di convincente e ho trovato una terra meravigliosa». Altre novità? «Ho comprato finalmente casa a Padova dove torno sempre volentieri da Roma. Qui ho i miei soliti appuntamenti fissi, dalla colazione al Duomo, al panino col porchetta nelle piazze o sotto il Salone, al dolcetto in una buona pasticceria del centro. Diciamo che non scontento nessuno, mangio tanto e bene e nei momenti liberi leggo un bel libro». Come va con i social? «I follower stanno crescendo sia su Instagram che Facebook: è un ambiente particolare a cui bisogna prestare attenzione perché è capace di inglobare, prendendo tante energie e distraendo dalle cose importanti. Può essere pericoloso, però gestito in maniera intelligente, cosa non sempre facile, è un mezzo che può offrire stimoli creativi e opportunità anche per il mio lavoro». Ha un sogno? «Ho ricevuto tanto nell’ultimo anno e mi piacerebbe poter restituire ora; è un po’ che ci sto pensando e vorrei aprire un’associazione benefica magari seguendo l’esempio di Luca Argentero».

Ultimo aggiornamento: 16:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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