Coronavirus, la videochiamata dei figli per l'addio a Enrico e Pierina

Sabato 28 Marzo 2020 di Maria Elena Pattaro
Pierina Albertin
MERLARA (PADOVA) - Il coronavirus non allenta la sua presa sulla casa di riposo di Merlara. Ieri sono morti altri due ospiti della struttura: Enrico Sbicego, 85 anni, di Noventa Vicentina (Vicenza) e Pierina Albertin, 92 anni, di Megliadino San Vitale, entrambi ricoverati al “Covid hospital” di Schiavonia. Diciotto decessi in soli quattordici giorni.
I DECESSI
Enrico Sbicego era ricoverato da una settimana. Era risultato positivo al tampone e nei giorni precedenti al trasferimento in ospedale le sue condizioni si erano aggravate. Ha lottato per restare in vita ma alla fine il maledetto virus ha avuto la meglio, come è successo per molti altri ospiti del Centro servizi per anziani “Pietro e Santa Scarmignan”. «Speravano che potesse farcela invece stamattina (ieri, ndr) è arrivata la triste notizia – afferma la presidente Roberta Meneghetti –. Enrico era entrato nella casa di riposo da poco ma si era subito integrato nella grande famiglia del Csa». Dall’animo buono e generoso, l’anziano lasciava trasparire tutto l’amore che provava per la moglie, i figli e i nipoti. Prima di essere trasferito in ospedale, era riuscito a salutarli in un’ultima videochiamata. Gli operatori lo ricordano sorridendo, mentre guardano una foto scattata un venerdì d’inverno, prima che l’epidemia esplodesse all’interno della Residenza Scarmignan, seminando morte e dolore. Enrico è chino su una terrina, lo sguardo concentrato sull’impasto per dolci. Sta preparando i biscotti e la figlia lo aiuta, divertita. Pierina Albertin, invece era ricoverata a Schiavonia da due settimane. Negativa al primo tampone, si era poi positivizzata manifestando progressive difficoltà respiratorie che si sono sommate alle patologie pregresse, tra cui l’Alzheimer. «Questo virus è stato il colpo di grazia – sospira il figlio Alessandro Roman, che prima dell’epidemia andava a trovarla tre-quattro volte a settimana –. Ci avevano proposto una videochiamata che però abbiamo posticipato anche perché mamma non era sempre lucida. Speravamo in una ripresa invece la situazione si è aggravata».
La 92enne, vedova e con due figli (Alessandro e Maria Rosa) è morta ieri pomeriggio. Da giovane aveva lavorato in campagna, poi si era dedicata alla famiglia e da circa un anno e mezzo era entrata nel pensionato. «Amava i suoi nipoti, era una bisnonna affettuosa» racconta il figlio. Anche le operatrici la ricordano come una donna dal cuore tenero che sorridendo le chiamava “tate”.
UNA STRAGE
«Questa emergenza sta mettendo a dura prova non solo la tenuta fisica ma anche quella emotiva del personale – spiega la Meneghetti –. Sono tutti molto scossi nel vedere che così tanti ospiti ci stanno lasciando in così poco tempo. È terribile». Domenica 8 marzo, quando è stato registrato il primo caso, gli anziani erano 73. Oggi sono rimasti soltanto in 52. Diciotto riposano in una bara, tre stanno lottando per rimanere in vita, nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Schiavonia. Riavvolgendo il nastro di queste drammatiche settimane, ci sfilano davanti i volti dei tanti anziani morti senza riuscire a riabbracciare i propri cari. I più fortunati sono riusciti a mandare un ultimo bacio o un saluto attraverso lo schermo di un tablet. La prima croce è quella di Nerone Ugo Melato, 89 anni, di Borgo Veneto: storico vigile urbano di Saletto. Il giorno dopo lo avevano raggiunto la compaesana Camilla Costantini, 98 anni, e la coetanea Leda Bertomoro, 89 anni, di Merlara, decedute entrambe nella struttura. Melato e la Costantini erano risultato positivi al tampone, mentre il test della Bertomoro aveva dato esito negativo. Tampone negativo anche per Anna Dacome, la 85enne di Castelbaldo mancata il 17 marzo. Uno dei momenti più bui di queste settimane di emergenza è stata la notte tra il 19 e il 20 marzo, quando in tre hanno chiuso gli occhi per sempre: Ottaviano Correzzola, 79enne di Merlara, Zefferino Baldo, 85enne originario di Carceri ma storico sacrestano di Vighizzolo d’Este, e Norina Boraso, 94enne di Borgo Veneto. Seguiti nei giorni successivi da Lina Cavestro, 91 anni, ex insegnante molto attiva nel mondo del volontariato cristiano, Narciso Ferrarato, 82enne di Montagnana, e Iolanda Berto, 79 anni di Monselice. Il 23 marzo il bollettino di guerra si era allungato con Carla Detomi, 92 anni di Castelbaldo e Bruno Pasqualotto, coetaneo di Saonara. Mercoledì altra giornata nera con ben quattro decessi: Ferruccio Zerbinati, 85enne di Rovigo (tampone negativo), Luigia Gennaro, 88 anni e Rita Lazzari, di 91, entrambe di Ponso e Maria Meneghinello, 95enne di Sant’Urbano. Ieri Enrico Sbicego e Pierina Albertin. Il timore è che la conta dei morti non si fermi qui.
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