«L'incendio non ci ferma». Idrobase dà un bonus ai dipendenti e prosegue il lavoro all'aria aperta

Giovedì 4 Agosto 2022 di Angela Pederiva
L'Idrobase Group di Borgoricco
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BORGORICCO - Quando si dice: resilienza (non per moda e, per una volta, nemmeno a sproposito). Ad appena quattro settimane dal furioso rogo che ha distrutto un magazzino e reso inagibili gli uffici, c'è un'azienda che non molla per nulla e anzi riparte di slancio, annunciando una crescita semestrale del fatturato pari al 15% e un bonus contro il caro-vita a favore dei 50 dipendenti. È la Idrobase Group di Borgoricco, leader nelle tecnologie dell'acqua in pressione, che ha letteralmente riorganizzato la propria struttura sulle ceneri dell'edificio destinato alla demolizione: «È il nostro Ground zero, ma ricostruiremo presto il capannone», assicura Bruno Ferrarese, co-presidente insieme al socio Bruno Gazzignato, nel suo ufficio allestito sotto un'ombrellone nel cortile dell'impresa.

Il catalogo

Ferrarese ci scherza su: «Ho già paletta e secchiello, ora ordino anche un camion di sabbia...». Meglio prenderla sul ridere, del resto l'ottimismo non manca ai due imprenditori e ai loro collaboratori, una realtà da 15 milioni di euro l'anno specializzata nella sanificazione variamente declinata: dallo sparanebbia che abbatte le polveri sottili, alla macchina batterio-killer, passando per il fungo scaccia-zanzare. «Abbiamo un catalogo di 450 pagine - spiega l'industriale - con numerose soluzioni per respirare aria sana. Come? Tramite le idropulitrici che disinquinano le superfici contaminate, gli impianti di nebulizzazione che catturano le Pm 2.5, i macchinari che ammazzano i virus presenti nei locali grazie a una tecnologia che abbiamo progettato insieme all'Università di Padova. E via di questo passo: le aree di intervento sono tante, la nostra versatilità è una fortuna in un periodo difficile come questo. Non bastasse il caro-energia, ci si è messo pure l'incendio, scoppiato per cause accidentali nella notte fra il 9 e il 10 luglio. Ma noi non ci buttiamo giù, anche a costo di lavorare in una specie di accampamento».

Il ritardo

Se il vertice aziendale è ospitato nel gazebo, il personale amministrativo è accolto nella fabbrica: le scrivanie degli impiegati sono state trasferite nei reparti produttivi, dove gli operai continuano a soddisfare le commesse del mercato mondiale. «Esportiamo in oltre 90 Paesi di tutti i continenti - sottolinea Ferrarese - prodotti per la salubrità degli ambienti domestici e industriali, anche grazie a un'unità produttiva e commerciale attiva in Cina. In questo momento il nostro problema principale è rimpinguare le scorte di quanto è andato distrutto. Abbiamo patito danni per milioni di euro, anche se grazie alla celerità e alla professionalità dei vigili del fuoco, cinque capannoni su sei sono stati sostanzialmente salvati, al di là del fumo e del calore che stanno richiedendo una sanificazione prevista fino a settembre. Malgrado questo, tutti gli impegni presi con i clienti saranno mantenuti: ci sarà solo qualche inevitabile ritardo nelle consegne. Del resto quando ci siamo guardati negli occhi, noi soci e il nostro personale, ci siamo detti che non potevamo farci fermare da un incidente».

I programmi

Confermati dunque i programmi, compresi gli investimenti, che erano stati definiti prima delle fiamme. «Non fermiamo le assunzioni - specifica l'imprenditore - tant'è vero che ha appena preso servizio una nuova persona nel settore marketing. Le indagini di mercato dicono che abbiamo grandi possibilità di sviluppo nel nostro business e noi ci crediamo nonostante la guerra, la crisi di governo, le bollette. Quindi avanti pure con le fiere: subito dopo l'estate saremo presenti al salone Ecomondo di Rimini, mentre a novembre parteciperemo a Issa Pulire Clean Africa in Nigeria». Nel frattempo è stato deciso di riconoscere agli addetti un importo di 100 euro in più a partire da marzo e fino a dicembre, con la prospettiva di prorogarlo pure nel 2023, per sostenere le loro famiglie di fronte all'aumento dell'inflazione. «Prima di essere imprenditori - è la posizione di Ferrarese condivisa con Gazzignato - siamo stati lavoratori e non dimentichiamo certo le nostre origini. Per questo comprendiamo il momento difficile vissuto dai nostri collaboratori e, nei limiti del possibile, cerchiamo di alleviarlo con un aiuto concreto». Ma come si fa ad assorbire un urto senza rompersi? «È un fatto di responsabilità - risponde il co-presidente di Idrobase Group - che deriva dalla nostra voglia di fare impresa nonostante le avversità, ma anche dalla convinzione che stiamo facendo la cosa giusta al momento giusto. Tutti insieme siamo una grande squadra».

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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