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È allarme siccità nei fiumi, sono quasi asciutti: non si vedeva una situazione simile da 70 anni

Martedì 21 Giugno 2022 di Luca Marin
Il Muson dei Sassi a Camposampiero a secco

CAMPOSAMPIERO - L'emergenza siccità si fa sentire anche nei corsi d'acqua del Camposampierese. Le previsioni del tempo nei prossimi giorni annunciano caldo e afa, inoltre i fiumi del territorio sono quasi asciutti. Il Dese è a livelli minimi, per non parlare del Brenta e di altri canali in grande sofferenza. Sulla questione interviene la sindaca di Camposampiero Katia Maccarrone che chiama in causa anche la Regione. «Siamo in piena siccità - sbotta la prima cittadina -, ed è un problema a livello nazionale. Non si vedeva una carenza idrica del genere nei nostri corsi d'acqua da 70 anni. Il Po stesso ha raggiunto un livello che non aveva da 70 anni. Se non pioverà il problema si farà più grave ancora. Per ora non ci sono provvedimenti restrittivi di contingentamento dell'acqua. Credo però che la Regione li dovrà fare. Intanto a mio parere andrebbe fatta una forte campagna per un uso moderato, anti spreco. Non possiamo aspettare di intervenire quando è troppo tardi».

I problemi connessi alla siccità

Nel Camposampierese il Muson dei Sassi continua a preoccupare non poco gli addetti ai lavori e amministratori locali. Oltre agli inevitabili problemi igienico-sanitari in circostanze di mancanza d'acqua, come la morìa di pesci, è dal punto di vista idraulico che i rischi sono maggiori. Mancando infatti la spinta del corso d'acqua, potrebbe verificarsi il cedimento delle sponde del Muson. Un' eventualità reale e non remota. La siccità di questi mesi avrà delle ripercussioni sull'irrigazione delle colture e dei campi della zona oltre che ai giardini domestici. La siccità prolungata è un problema conclamato per le campagne come sostiene Roberto Betto della Cia (Confederazione italiana agricoltori). «Senza acqua nella nostra quotidianità e in agricoltura non c'è vita - afferma Betto -. Per quanto concerne il nostro comparto, già provato per l'aumento del gasolio, i costi triplicati dei concimi e l'incremento del 40% delle sementi, senza l'acqua necessaria si pone in serio rischio l'investimento di imprenditori agricoli. Tutte le coltivazioni delle superficie sono messa a repentaglio perché se le falde acquifere si abbassano, le risorgive diminuiscono e la situazione va in grande sofferenza».

Una possibile soluzione

Per Betto la soluzione più opportuna è la creazione di invasi, ovvero dei bacini usati per immagazzinare una certa quantità d'acqua, a monte in modo da gestire l'acqua in momenti di difficoltà o cambiamenti climatici. «A tal proposito - aggiunge l'ex presidente mandamentale del Camposampierese della Cia - per ricavare degli invasi si potrebbero utilizzare anche i fondi previsti dal Pnrr, il piano nazionale di aiuto economico del governo».

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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