Chiesa in bilico sul precipizio: la frana si muove, ora arrivano i "sensori" per tenerla sotto controllo

Sabato 17 Aprile 2021 di Giuditta Bolzonello
La chiesa di Valle affacciata su un dirupo franoso
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VALLE DI CADORE - «Ho delle ottime sensazioni, il pragmatismo dei tecnici mi conforta». Così il sindaco di Valle Marianna Hofer al termine dell’ennesimo sopralluogo alla chiesa di San Martino Vescovo, e alle adiacenze, ieri mattina. Con il sindaco era presente anche la giunta; erano saliti il vescovo Renato Marangoni e l’ingegner Siro Andrich che si dovrà occupare di redarre la perizia statica dell’edificio. Per la Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio, ufficio periferico del Ministero della cultura, era presente Luca Majoli.

INDIVIDUATA LA DITTA

Come prima azione è stata individuata la ditta che monterà il nuovo sistema di monitoraggio, dove e come installare la strumentazione sarà deciso con Andrich, è certo che di dovranno rilevare anche i movimenti della berlinese, la palizzata di pali realizzata negli anni passati e ormai scoperta dal cedimento del versante sud. Senza quei lavori la chiesa sarebbe già collassata, non hanno dubbi in proposito gli esperti. Il vecchio sistema di monitoraggio è stato compromesso ad inizio dicembre 2020 quando un fulmine causò un black out; da quel giorno solo controlli a vista fino a quando il 12 febbraio si arrivò alla chiusura di tutta l’area. Per installare il nuovo sistema si prevede ci vorranno da 10 a 15 giorni, dopo di che si cominceranno a raccogliere i dati e su quei dati si potranno fare le valutazioni conseguenti. 

I SOLDI SONO L’ULTIMO PROBLEMA

«La prossima settimana saliranno anche gli esperti universitari che effettueranno sondaggi mirati sul terreno dove poggia la chiesa - precisa il sindaco - anche queste informazioni saranno molto utili, posso assicurare che stiamo andando avanti in modo concreto e forse già per fine estate potremmo avere dei dati sui quali lavorare». Quando si avrà chiaro il quadro della situazione si potrà pensare ai soldi, «se troveremo la roccia sotto la chiesa a qual punto non sarà un problema trovare le risorse per intervenire» assicura Marianna Hofer. Ergo: nel momento in cui si avrà la certezza che con lavori, pur costosi, si potrà salvare San Martino, perchè c’è la possibilità di ancorare la chiesa, la sicurezza sarà garantita e l’aspetto economico sarà meno complicato da affrontare. Salvare San Martino è un impegno anche in memoria del parroco Giuseppe Bortolas mancato per un improvviso malore nei giorni scorsi, c’era anche lui nei primi sopralluoghi, coltivava la speranza di poterla riaprire in sicurezza la sua parrocchiale. Don Giuseppe era preparato, i parroci che l’hanno preceduto l’avevano informato della situazione «molto delicata». Certo non poteva immaginare l’accelerazione del fenomeno e le azioni conseguenti che hanno imposto la chiusura dell’edificio e impedito l’accesso anche solo per la cura della chiesa, «speriamo che quanto detto venga fatto quanto prima, io posso solo attendere» aveva detto.
 

Ultimo aggiornamento: 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA