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Stop ai prelievi nei laghi bellunesi per la pianura assetata: «Basta, gli altri si attrezzino»

Il bacino di Centro Cadore calato di 4 metri, Zaia si scusa per i disagi. L'assessore Campi: «Fatevi accumuli d'acqua nelle vecchie case»

Sabato 6 Agosto 2022 di Giuditta Bolzonello
Lago di Centro Cadore calato di 4 metri: operatori turistici in rivolta
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PIEVE DI CADORE - Il lago Centro Cadore è calato di quasi 4 metri, l'impressione che si ha è che, vista la condizione di grave carenza idrica, non sia poi così male. Ma ci sono occhi più attenti e nasi più fini; una delle ultime serate c'è stato chi ha fatto un giro in barca con amici arrivati appositamente per godere allo spettacolo, «purtroppo vicino alla riva l'odore era molto sgradevole». Certo non è come nel 2003 ma non è nemmeno come dovrebbe visto il periodo: al massimo dell'invaso.

«SACRIFICI PER TUTTI»
Per il momento non ci dovrebbero essere ulteriori rilasci, a beneficio della pianura assetata, ma non si può mai dire. Lo ha fatto capire il presidente del Veneto Luca Zaia dalla nuova base dell'elisoccorso, proprio con vista sul lago: «Mi scuso perché il lago sta un po' calando ma siamo in una situazione tragica, un po' di sacrificio lo chiediamo anche a questi territori perché non abbiamo altra soluzione, l'acqua è vita - e rivolgendosi al vescovo - speriamo piova, conto sulla benedizione». «Con le necessità di irrigazione in pianura ci rimettiamo sempre noi bellunesi, ogni anno, non ogni tanto» sbotta il più attento conoscitore del lago cadorino.

ECONOMIA CHIAMATA TURISMO
Stefano Campi, già assessore in comune a Pieve e in Unione Montana, con deleghe specifiche in materia, invita i consorzi di bonifica «a rivedere l'uso che fanno dell'acqua che ci prendono, usandola con accortezza, fatevi gli accumuli di acqua nelle cave dismesse per usarli nei momenti di crisi, basta far solo la politica del prosecco o del mais sulle grave del Piave, anche in montagna abbiamo un'economia e si chiama turismo». Campi spera che, dopo le proteste di Auronzo, anche altri amministratori si mettano di traverso.

L'ACCORDO DEL 1943
«Ricordo che nel decreto del 1943 che diede il benestare alla creazione del lago Centro Cadore c'è scritto a chiare lettere la valenza turistica di questo bacino e che in estate si devono limitare gli svasi se non per improrogabili esigenze industriali». L'albergatore Luca Tonazzi, dell'hotel Ferrovia di Calalzo, non usa mezze parole, «se ci tolgono l'acqua, ci tolgono l'ossigeno» assicura. Ricorda le tante criticità affrontate negli anni durissimi della fine dell'occhialeria in Cadore, l'impegno per rinnovare l'azienda e renderla attrattiva per i vacanzieri e propone un dato: «Noi lavoriamo due mesi l'anno, quelli estivi; se ci tolgono l'acqua che è un grande richiamo per chi ci sceglie per le vacanze, è un disastro. Dico che è giusto dare una mano, ma che i sacrifici li devono fare tutti perchè paghiamo tutti le tasse e quindi perchè il nostro potrebbe essere lago sacrificabile mentre altri non lo sono?»

LA LAMINAZIONE
Un territorio per molti aspetti svantaggiato che non può subire altri attacchi, e il lago rappresenta la più grande risorsa. All'orizzonte c'è la laminazione, quella procedura, per farlo scendere così da poter usare l'invaso in caso di grandi precipitazioni, contestata ma fino ad oggi senza grandi risultati. Il livello deve calare di 16 metri entro metà settembre, a non più di 50 centimetri al giorno; per arrivare a tanto si inizia a rilasciare acqua dal 15 di agosto nel pieno della stagione. Di battaglie ne sono state fatte in grande quantità; era nato il Comitato in difesa del lago Centro Cadore, si erano spedite migliaia di cartoline di denuncia del problema all'autorità competente, non si contano i convegni e le azioni di protesta ma nulla di concreto si è ottenuto.

DENUNCIA IN PROCURA
Campi nelle scorse settimana si è rivolto con una documentata denuncia alla Procura della Repubblica, «è la nostra ultima speranza perchè noi volontari ci impegniamo molto ma non possiamo fare tutto e siamo stufi di pulire». L'ultimo problema, quello che ha fatto partire l'azione legale, è relativo al legname che, da Vaia in poi, è presente nell'acqua e che rappresenta un pericolo.

Ultimo aggiornamento: 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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