Gara del gas, i sindaci e l'ex senatore indagati: «Fare gli interessi dei cittadini non è reato»

Mercoledì 14 Aprile 2021 di Davide Piol
Paolo Perenzin, Bruno Zanolla e Giovanni Piccoli

BELLUNO - «Siamo rimasti molto amareggiati da quanto ci è stato comunicato ma siamo anche convinti che uscirà la verità». C’è amarezza, nelle parole dei tre indagati, percorsa però da un filo di serenità. Sono convinti, infatti, di aver svolto il proprio lavoro con l’obiettivo di «difendere gli interessi dei cittadini». Per Paolo Perenzin, Bruno Zanolla e Giovanni Piccoli, quella di ieri è stata una giornata difficile. La Procura della Repubblica ha chiuso il fascicolo che li vede indagati per turbativa d’asta nell'inchiesta relativa alla gara del gas in provincia. Cercheranno di difendersi e di spiegare la loro versione dei fatti che potrebbe non coincidere con quella ricostruita dagli inquirenti. 

IL SINDACO
«Tutto quello che ho fatto relativamente alla vicenda della gara del gas è stato fatto alla luce del sole, in assoluta trasparenza, con atti ufficiali e con la finalità di difendere l’interesse pubblico». Paolo Perenzin, sindaco di Feltre, ha deciso di farsi assistere dall’avvocato Luciano Perco. Secondo la Procura, il 20 dicembre 2019 e il 27 gennaio 2020, Perenzin avrebbe inviato due lettere al responsabile unico del procedimento Maura Florida intimandola di sospendere l’ulteriore corso della gara e prospettando, in caso di rifiuto, conseguenze negative per la sua carriera. «Dichiaro la mia assoluta estraneità alle asserite condotte oggetto di contestazione – ha spiegato il primo cittadino di Feltre – Faremo richiesta per vedere con urgenza la documentazione agli atti, e procederemo con le azioni necessarie per far emergere al più presto la realtà dei fatti. Difendere gli interessi dei cittadini non è un reato». 

L’AMMINISTRATORE BIM
Bruno Zanolla, invece, è finito nella lista degli indagati in qualità di amministratore unico di Bim infrastrutture. «Esprimo la mia amarezza – ha commentato ieri pomeriggio – Ci ha colto un po’ di sorpresa, vista la complicata vicenda in cui siamo inseriti. Noi abbiamo massima fiducia nel lavoro della magistratura». Zanolla, che è difeso dall’avvocato Massimo Moretti, ha anche aggiunto di non essere preoccupato: «Ho una serenità di fondo che mi deriva dal fatto che tutto quello che abbiamo svolto, l’abbiamo svolto per difendere il patrimonio bellunese con atti ufficiali». Questi documenti, uniti a ulteriori futuri approfondimenti eseguiti dagli avvocati, permetteranno, secondo Zanolla, di far emergere la verità. «So di aver agito con lo scopo esclusivo di difendere il patrimonio in favore delle reti del gas e sono sereno» ha concluso. «Siamo tranquilli e convinti che queste cose emergeranno» ha replicato l’avvocato Moretti.

IL DIRETTORE TECNICO
Giovanni Piccoli, direttore tecnico di Bim Infrastrutture, non ha ancora scelto il legale da cui si farà assistere. L’ipotesi di reato, anche nel suo caso, è turbativa d’asta. Avrebbe cioè fatto pressioni alla stazione appaltante affinché la gara venisse annullata a causa dell’asserita errata determinazione del valore industriale residuo. «Francamente sono molto amareggiato dal fatto che mi sia arrivata questa comunicazione – ha dichiarato Piccoli – ma ho totale fiducia nella magistratura. Ritengo inoltre che nel prosieguo degli approfondimenti emergerà quello che abbiamo voluto evidenziare durante le nostre operazioni a tutela degli interessi del patrimonio dei bellunesi». Secondo Piccoli, nelle gara, «ci sono dei profili tecnici che non sono chiari e che non tutelano del tutto gli interessi dei bellunesi». In quanto direttore tecnico di Bim ha raccontato di aver approfondito alcuni aspetti, poi portati all’attenzione dell’amministratore: «Non voglio sminuire nulla. Sono convinto però che ci siano dei profili che vanno chiariti e che emergerà la verità». 

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Ultimo aggiornamento: 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA