Sesso estremo: costretto a operarsi, aveva finto di essere stato violentato

Martedì 15 Ottobre 2019 di Andrea Zambenedetti
L'uomo si è dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico
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BELLUNO Assolto perché il fatto non sussiste. Del resto che la rapina di cui ha raccontato di essere stato vittima, e la conseguente violenza sessuale, non fossero mai avvenute si era capito subito. «L’obiettivo era quello di tutelare la sua privacy» Con queste motivazioni il giudice Angela Feletto ha messo la parola fine a una vicenda che si trascinava da tre anni: il caso è nato quando l’uomo, operaio 56enne, di Borgo Valbelluna raggiunge il pronto soccorso. Ai medici spiega di essere stato bloccato nei pressi del ponte diroccato vicino al supermercato Kanguro e di essere stato rapinato. A quel punto, secondo quanto ricostruito in aula dalla dottoressa che lo visitò, ha aggiunto di aver insultato le persone di colore che lo avevano rapinato e che tornarono violentandolo con un bastone. «Era molto dolorante - ha spiegato in aula - ed ho subito individuato la presenza di un corpo estraneo». È a quel punto che all’uomo viene prescritta una tac e viene sottoposto d’urgenza ad un operazione chirurgica che permette di recuperare, dall’interno del corpo, una siringa, di quelle solitamente utilizzate nei laboratori di pasticceria. I dettagli medici forniti dalla dottoressa in aula hanno chiarito che quell’oggetto non poteva trovarsi lì contro la volontà del protagonista. Nessun segno di botte in testa (come lui aveva inizialmente dichiarato) nessuna escoriazione.
 
La vicenda è approdata ieri in un’aula di tribunale perché quando è stata sentita dalla Polizia di Stato la presunta vittima ha continuato a raccontare la sua versione dei fatti, cambiando solo qualche dettaglio. Dicendo ad esempio che i violentatori erano persone provenienti dall’Est Europa e non più delle persone di colore come aveva sostenuto in un primo momento. Il legale dell’uomo, l’avvocato Federico Garlet del foro di Belluno, nella sua arringa difensiva ha sostenuto che il suo assistito non ha mai sporto una formale denuncia per quel fatto ed ha citato la giurisprudenza, sottolineando che l’assenza della querela è indice della mancanza di dolo. Il Pm Sandra Rossi invece aveva chiesto una condanna ad un anno e due mesi per l’uomo. Pochi minuti dopo le 12 è arrivata la parola fine. Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA