Martedì 19 Marzo 2019, 11:06

Morì solo al pronto soccorso: nessuna verità per Casanova

Morì solo al pronto soccorso:  nessuna verità per Casanova
BELLUNO Una serie di «malintesi», «problemi irrisolti» «fraintendimenti», non hanno permesso di arrivare alla verità sulla morte del veterano del Belluno Calcio, Ferdinando Casanova. Il processo all'unico sanitario finito alla sbarra per il decesso del 75enne di Limana, dopo 4 accessi al pronto soccorso del San Martino, si è chiuso ieri sera in Tribunale a Belluno con un'assoluzione. È stato scagionato, pur con formula dubitativa, Matteo Marin, l'infermiere che quel giorno era a capo dell'Obi (Osservazione breve intensiva) e che non avrebbe vigilato sul paziente. Intervenne solo dopo alcuni minuti quando Casanova, che si era alzato per andare in bagno, venne poi ritrovato ormai in arresto cardiaco. Per questo venne accusato di omicidio colposo. «Il fatto non costituisce reato», ha sentenziato ieri il giudice Angela Feletto, ma i motivi si conosceranno tra 90 giorni.
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