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Tra operai e capitani d'industria: «Tutti orgogliosi di lui». I vip in elicottero e autobus

Venerdì 1 Luglio 2022 di Angela Pederiva
La platea di insutriali e politici al PalaLuxottica

AGORDO - Nel cielo sopra il PalaLuxottica volteggia, fra gli altri, l'elicottero della famiglia Ferrero. Ma tra i vip c'è anche chi arriva in autobus: è il caso di Vittorio Tabacchi, probabilmente il miglior nemico di Leonardo Del Vecchio, i due imprenditori dell'occhialeria che erano tanto rivali negli affari quanto affiatati nella vita. Mescolati ai dipendenti degli stabilimenti di Agordo, Cencenighe, Sedico e Pederobba, molti i volti noti dell'economia e della politica.

I big dell'economia

Nell'omaggio ad una vita e ad una carriera così lunghe, inevitabilmente si intersecano i piani temporali. Ecco allora Francesco Milleri, neo presidente di EssilorLuxottica, ma anche Andrea Guerra, ex amministratore delegato dell'azienda bellunese prima della fusione con i francesi. «Quanti ricordi - mormora Guerra - Del Vecchio ci ha cambiato la vita a tutti. Ora non mi aspetto che cambi niente, ma che anzi continui quello che è stato un esempio, in memoria di una persona che con grande semplicità e in silenzio ha fatto tutto per il paese, la valle, il mondo. Con un'unica grande ossessione: che Luxottica fosse la più bella e la più brava azienda del mondo. E siccome lo è, perché qui c'è il know-how mondiale degli occhiali, mandarla via da qui sarebbe una follia». Dal mondo dell'ottica c'è l'industriale Cirillo Marcolin. Fra i partner della moda spiccano lo stilista Domenico Dolce di D&G, l'imprenditore Patrizio Bertelli di Prada, i manager Giuseppe Marsocci e Michele Tacchella di Armani. In prima fila l'editore Francesco Gaetano Caltagirone con Roberto Papetti, direttore del Gazzettino. Andrea Sironi, nuovo numero uno di Generali, ricorda l'87enne come «un azionista importante del nostro gruppo, una persona molto visionaria e molto generosa». Insieme in auto i Benetton, poi raggiunti da Enrico Laghi, già alla guida di Edizione. L'attuale presidente Alessandro ribadisce l'ammirazione per l'imprenditore visionario: «Un uomo di grandissima qualità, un esempio di determinazione, una persona di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi. Ho il ricordo di averlo visto in tante circostanze, in particolare in due, in cui dimostrava di avere la capacità di guardare lontano, oltre se stesso, così da pensare anche per gli altri, considerando che tutte le sue attività facevano parte di un lavoro di squadra. Delle cose fatte insieme, ero giovane allora, ma ho partecipato all'operazione dei supermercati Gs (promossa negli anni 90 da Schemaventuno, la società finanziaria di Del Vecchio e Benetton, ndr.): va ricordato oggettivamente che il momento di svolta, di allargamento dei confini di quell'attività, è stato voluto da lui e determinato da lui. E noi l'abbiamo seguito: è stato un momento molto fortunato».

Benetton e la laurea insieme

Suo padre Luciano condivide la stima: «Leonardo è stato un imprenditore determinante, forse anche per l'Italia, ma sicuramente per questa zona: qui secondo me è stato tutto e credo che la storia futura continuerà con lui. Capitalismo dal volto umano? Certamente: è la cosa più corretta, umanamente, per persone che hanno questa costanza e questa funzione sociale, perché è la loro vita. Sicuramente un esempio da seguire. Il ricordo personale che porto nel cuore è che ci siamo laureati lo stesso giorno a Venezia, quando l'Università di Ca' Foscari ci ha dato l'onorificenza contemporaneamente. In quel momento ha cominciato a crescere il nostro rapporto».

La politica: «Un esempio elevato»

In mezzo alle fasce tricolori, fra cui Oscar De Pellegrin neo-sindaco di Belluno, è listato a lutto il gonfalone della Regione, rappresentata dall'assessore leghista Gianpaolo Bottacin. Perfino all'ingegnere scappa una lacrima: «Ho avuto modo di apprezzare direttamente un'azienda incredibile sotto tutti i punti di vista. Non è un caso se i dipendenti di Luxottica amavano così tanto Del Vecchio. Oggi mi sono commosso». Per il Governo c'è il ministro pentastellato Federico D'Incà: «Di persone come Del Vecchio ne nascono una ogni 50 anni. Pensiamo solo al salvataggio di Ideal Standard, che ha permesso la tutela di 450 posti di lavoro e il recupero del marchio Ceramica Dolomite. I dipendenti di quell'azienda guardavano a Luxottica come ad una madre. Quando gli ho parlato del progetto, il cavaliere mi ha detto: fatemi vedere i conti. Sui bilanci è stato costruito un percorso comune, con il risultato che anche questo industriale ha dato un contributo importantissimo alla sua comunità d'origine. Di lui ricordo la lucidità incredibile, un modello per tutti gli imprenditori. Lascia un esempio elevato ad un Paese che spesso non riesce ad avere rettitudine morale». Fra i politici il parlamentare dem Roger De Menech. Si favoleggia dell'azzurro Silvio Berlusconi, ma c'è solo il fratello Paolo.

Ultimo aggiornamento: 17:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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