Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Dopo la sconfitta di Vignato il terremoto scuote il Pd: Noro si dimette dalla segreteria

Giovedì 16 Giugno 2022 di Federica Fant
Terremoto nel Pd, Noro lascia

LA DECISIONE
BELLUNO - Davide Noro ha presentato la lettera di dimissioni da tutte le cariche di segreteria provinciale e a livello comunale. «Ma non dal Pd – fa sapere -. Credo sia un gesto dovuto considerato che ero tra i primi sostenitori di Giuseppe Vignato, scelta che rivendico e lo ringrazio per tutto l’impegno speso in questa campagna elettorale, che è stata difficile e che non ha portato il risultato: abbiamo pagato la divisione, ma il dato afferma che esiste un campo largo. Probabilmente poteva andare in maniera diversa». Noro, in maniera lucida nei suoi 27 anni afferma: «Magrissima consolazione è che il Pd deve giocare da leader politico, essendosi riunito all’opposizione, nel consiglio comunale più a destra della storia di Belluno. Saremo una opposizione attenta e vigile. Ne parleremo nelle sedi opportune». Noro ribadisce anche un aspetto importante che ha evidenziato anche Roger De Menech, che ieri era impegnato in una commissione parlamentare. Ovvero l’orgoglio di aver visto il trionfo, anche in termini di percentuali, di Loris Maccagnan a Lamon. La parola chiave per De Menech è «ricostruire. C’è una fetta importante di città che non è andata a votare. Non ha capito il progetto politico e ci dobbiamo porre domande».

LETTA DISPIACIUTO
A Roma l’onorevole di Ponte nelle Alpi ha incontrato il segretario Enrico Letta, che si è detto «dispiaciuto perché mi ha detto che era rimasto colpito dalla tanta gente che era andata ad ascoltarlo e che si respirava un bel clima. Poi si è ricordato di Lamon e è rimasto compiaciuto. Una terra, quella, che conosce bene. Il fondo Letta nasce dal referendum di Lamon». L’analisi del voto è stata lasciata a Monica Lotto, segretaria provinciale ma anche vice a livello regionale. Non interviene sulle dimissioni di Davide Noro, perché «ci sono le sedi opportune per farlo e preferisco rispettarle». Dopo aver comunque ringraziato gli elettori fa sapere che «i giorni che seguono le giornate elettorali sono sempre motivo di riflessione. La politica è passione, impegno, sacrificio. Quindi ci tengo a ringraziare tutti coloro che si sono impegnati e spesi per la tornata elettorale nelle città della provincia». Lamon e San Gregorio nelle Alpi «sono motivo di orgoglio: due comuni che alle precedenti elezioni avevamo perso. Ieri, Loris Maccagnan e Nicola Vieceli e le loro squadre hanno vinto nettamente. Un grazie particolare va a Loris, giovane, competente, segretario del circolo di Lamon, che con coraggio si è messo a disposizione della sua comunità; in questi anni ha lavorato nel partito, spesso dietro le quinte, senza pretese verso ruoli o incarichi, ma con vero spirito di servizio. Con la voglia di dare visibilità e un futuro diverso alle “sue” terre alte. Oggi abbiamo una possibilità».

IN CITTÀ
Belluno, il comune capoluogo, spiega Moncia Lotto, «invece… che delusione. Complimenti e auguri al neo-sindaco Oscar De Pellegrin. Un candidato che ha saputo convincere i cittadini parlando in modo chiaro e semplice, vincendo al primo turno. La sconfitta elettorale, a tutto tondo, dimostra la voglia di cambiamento di una città che si è sentita ostaggio di divisioni e personalismi che da troppi anni caratterizzano lo scenario politico del centrosinistra nella città di Belluno. Ma l’analisi non può essere banale: i cittadini hanno dato un segnale politico forte e chiaro. Chi si mette a servizio della propria comunità dovrà ascoltare e cogliere ciò che non ha funzionato. Soprattutto in quanto componenti di un partito che è all’opposizione dal 2006. E che lo sarà per i prossimi 5 anni. Ci saranno tempi, luoghi e modi per analizzare e valutare nel dettaglio la situazione, ma per costruire un progetto nuovo e credibile bisogna ammettere immediatamente la sconfitta e riflettere sulle scelte e sugli errori fatti. E poi aprirsi, coinvolgere, ascoltare chi ha sensibilità comuni, e immaginare insieme un futuro per il nostro territorio. Anche a Feltre la voglia di cambiamento si è fatta sentire, ma Adis Zatta e la sua squadra avranno modo di proporre ancora di più la propria idea di futuro al ballottaggio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci