«Acc vendesi»: due settimane per salvare l'azienda, si punterà sulla qualità dell'offerta

Martedì 15 Giugno 2021 di Olivia Bonetti
Acc, al via la gara per la vendita
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LA CRISI
BORGO VALBELLUNA Si è aperto un nuovo capitolo per l’Acc, l’azienda di compressori per frigoriferi di Borgo Valbelluna in amministrazione straordinaria da marzo 2020: ora è ufficialmente in vendita. Non a chi offre di più, ma a chi presenta il piano industriale più valido e di qualità. L’invito alla «gara per la vendita del Complesso Aziendale di Acc Compressors spa» è stato pubblicato ieri su vari quotidiani dal commissario straordinario Maurizio Castro. È apparso persino sul Financial Times, quotidiano economico britannico. Ora, gli aspiranti nuovi proprietari potranno dichiarare il loro interesse all’acquisizione entro il 27 giugno. In questa prima fase della procedura la dichiarazione non sarà vincolante, perché solo successivamente gli interessati potranno prendere visione delle carte e comprendere a pieno la realtà industriale Acc. La notizia (annunciata da tempo da ieri realtà) è stata presa tiepidamente dai dipendenti ormai provati dalla crisi infinita, ora anche con stipendi ridotti. Preoccupa in particolare il vincolo di soli due anni che avrà l’eventuale compratore, che darebbe ancora una volta una tranquillità limitata ai lavoratori.
LA PROCEDURA
La vendita non esclude comunque le altre ipotesi. Non è la fine degli altri piani, come quello del progetto Italcomp, ovvero la società pubblico-privata che avrebbe dovuto fondere Acc ed ex Embraco di Riva di Chieri (To) creando una grande polo italiano del freddo (che pur sembra ormai tramontato da tempo). Qualunque ipotesi deve passare per il procedimento di gara, anche il progetto Italcomp avrebbe dovuto farlo: deve esserci la cessione del cosiddetto compendio aziendale attraverso una selezione pubblica dell’acquirente. Insomma non vi è contraddizione tra l’avvio del processo di gara, che è previsto appunto dalla legge, e ad esempio un intervento pubblico come quello che era stato a suo tempo ipotizzato. Ma c’è un altro vantaggio: la gara è sì un passaggio obbligato, ma a differenza delle altre aste tipiche del fallimento, nella amministrazione straordinaria i commissari devono valutare il miglior progetto dal punto di vista industriale. Verrà scelto insomma non il compratore che offre di più, ma quello che garantisce la continuità nel tempo. Il commissario valuta la qualità del progetto del presentatore del piano. Una scelta che invece il curatore fallimentare non ha. L’altro vantaggio è che la vendita non è un procedimento “prigioniero” della procedura: insomma partita la gara si può sempre tornare indietro e qualora, anche a gara finita, comparisse una proposta attrattiva il commissario ha tutto il diritto di riaprire la procedura e valutare la nuova proposta.
VINCOLO BREVE
Lo prevede la legge. Quella del 1999 sulla “Nuova disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza": l’aggiudicatario dovrà dare garanzie in ordine al mantenimento dell’occupazione e del sito produttivo. Ma per soli due anni. Passato il primo biennio potrebbe modificare il piano senza incorrere in sanzioni salatissime come previsto da quella norma. Ed è questo il punto che preoccupa i lavoratori, stanchi e provati da anni di problemi. È però chiaro che nessuno commissario accetterebbe mai un piano che non dia garanzie per un lungo periodo di tempo. 
IL PRECEDENTE
Quella partita ieri è la seconda procedura di gara di vendita in amministrazione straordinaria per Acc: la prima era avvenuta sei anni fa quando ad acquistare lo stabilimento erano stati i cinesi di Wanbao. Era il 9 dicembre 2014 quando la multinazionale arrivata dall’estremo oriente rilevò Acc, lascerà l’azienda il 27 marzo 2020. Anche Wanbao nei primi due anni rischiava sanzioni milionarie, ma non ha mollato dopo quel biennio: è andata avanti per 5 anni. Se ne è andata poi con un buco di 29 milioni di euro, quasi tutte con banche cinesi debiti rimasti sulle spalle di Wanbao. Da dire poi che quando viene ceduta all’asta l’azienda viene ceduta libera da ogni debito, come già è.
I LAVORATORI
Ma quanto potranno resistere ancora i dipendenti? Alcuni hanno visto ridursi negli ultimi anni il loro stipendio del 33% (il 15% negli ultimi mesi e il 15-20% con la precedente gestione cinese). Sono a rischio? In teoria no, l’azienda Acc è piena di lavoro e il nuovo compratore dovrebbe assumere più che licenziare. Inoltre verrà scelto il piano industriale che darà le migliori garanzie industriali occupazionali. 
I TEMPI
Dopo il 27 giugno quando arriveranno le varie offerte gli aspiranti compratori accederanno al data room e effettuare le operazioni di verifica e nei primi giorni di settembre dovranno presentare l’offerta, questa volta sì vincolante. I tempi insomma sono molto stretti: basti ricordare che nel caso di Wanbao l’offerta era stata formalizzata il primo aprile e a dicembre si concluse. Ora potrebbe essere addirittura più rapido. Nel frattempo a breve dovrebbero arrivare i 15 milioni del decreto legge sostegni (il decreto legge 41, convertito legge 69). E i tavoli della crisi proseguono: il 22 giugno ci sarà un incontro con l’assessore Donazzan.

Ultimo aggiornamento: 06:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA