Giro d'Italia, manca un mese alla gara e il campanile di Cortina si colora di rosa

Venerdì 9 Aprile 2021 di Marco Dibona
Il campanile di Cortina illuminato di rosa in onore del Giro d'Italia

CORTINA Il campanile di Cortina si colora di rosa, la sera, illuminato dai fasci di luce proiettati sulle bianche pareti di dolomia, sulla torre campanaria, eretta a metà dell’Ottocento, simbolo della comunità d’Ampezzo. È lo gnomone della meridiana che scandisce il tempo, un mese di attesa, sino alla partenza del Giro d’Italia di ciclismo, edizione numero 104. La “corsa rosa” scatterà da Torino sabato 8 maggio, per terminare a Milano domenica 30 maggio. A Cortina si concluderà la frazione numero 16, lunedì 24 maggio: è considerata la “tappa regina”, con oltre 220 chilometri da percorrere e 5.700 metri di dislivello, per finire nella località dei Mondiali di sci 2021 e dei Giochi olimpici e paralimpici invernali 2026.

IN BELLA COMPAGNIA
Il campanile della parrocchiale, che svetta a oltre 70 metri di altezza, si illumina di rosa come la Mole Antonelliana di Torino; la tomba di Dante a Ravenna, partenza di tappa, nell’omaggio all’Alighieri, nel settimo centenario della morte; quella stessa frazione si concluderà a Verona, che accolse il poeta esule, e lì si è illuminato il balcone di Giulietta. Luci rosa si sono accese a Milano, su Palazzo Marino, nella città in cui il Giro nacque, nel 1909; a Foggia, L’Aquila, Foligno con il suo ponte sul Topino, citato anch’esso da Dante nella Commedia.

DATE E NOMI IMPORTANTI
A caccia di ricorrenze, ci sono i 90 anni della Maglia rosa, emblema della vittoria al Giro; i 100 anni dalla nascita di Alfredo Martini, prima corridore, poi grande commissario tecnico; i 160 dell’unità d’Italia. Numerosi grandi nomi del ciclismo italiano e internazionale hanno già confermato la loro presenza; sarà dunque spettacolo, anche grazie a tappe davvero durissime, con salite inedite come la “Sdruzzinà” che porta a Sega di Ala, oppure classiche, come quelle del tappone di Cortina.

IL PERCORSO
Da Sacile si salirà alla Crosetta, in Cansiglio, con un migliaio di metri di dislivello, per cominciare; scesi in Alpago, passati per Ponte e Belluno, si percorre l’Agordino, si sale alla Marmolada sulle temibili rampe del Fedaia, che il 2 giugno 1998 consegnò il Giro a Marco Pantani; scesi a Canazei si affronta il Pordoi, Cima Coppi con i suoi 2.239 metri, per tornare nel Veneto, percorrere la terra Fodom sino al passo Giau, che non sfigura di certo, a 2.236 metri, per l’ultima vertiginosa discesa su Cortina e l’arrivo nel centro del paese.

USANZA DECENNALE
Il logo Giro d’Italia proiettato sul campanile prolunga un inverno in cui la torre è stata a lungo schermo sul quale far campeggiare scritte, colori, simboli dello sport, soprattutto per i Mondiali di sci alpino. È un’usanza che si perpetua da una decina d’anni, avviata dalla passata amministrazione e proseguita con questa.

 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 00:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA