Ustionato nell'incendio: «C'era fuoco ovunque: non so da dove possa essere partito»

Lunedì 7 Giugno 2021 di Raffaella Gabrieli
Incendio di Canazei: la testimonianza del 71enne ustionato
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COLLE SANTA LUCIA  - «Non riesco assolutamente a spiegarmi cosa possa essere successo. So solo che nel giro di poco tempo le fiamme hanno avvolto fienili e case. Io sono profondamente dispiaciuto e penso che il peggio debba ancora arrivare». Trattiene a stento la commozione Beniamino Crispino Pallua nel ricordare quelle ore concitate del primo pomeriggio di venerdì che hanno visto parte della frazione di Canazei scomparire nel violento rogo scoppiato per cause da definire. A cercare di scoprirle saranno le indagini dei carabinieri di Caprile e dei vigili del fuoco. 

LA RICOSTRUZIONE 
Erano più o meno le 14.30 quando il vicino di casa di Pallua Luigi Sief, che è anche comproprietario dei due fienili bruciati, ha visto del fumo alzarsi dal rustico che condivideva con lo stesso Pallua. Mentre i familiari chiamavano i soccorsi, i due hanno agganciato una manichetta all’idrante nel tentativo di spegnere quelle prime fiamme. Ed è in quel momento che Pallua, 71 anni, si è ustionato le braccia e la fronte e verrà poi condotto in ospedale ad Agordo dove trascorrerà la notte. Pare che il fuoco provenisse dall’esterno, dalla parte sinistra. «In quel punto tenevo il composter - spiega il 71enne cuoco in pensione - ma proprio per paura di una possibile autocombustione ho sempre avuto l’abitudine di irrigarlo di frequente». All’interno dell’antico stabile c’erano alcuni attrezzi di lavoro da falegnameria ma chiunque conosce Pallua evidenzia la sua proverbiale precisione e metodicità: ogni volta che terminava una mansione staccava l’interruttore generale. «Non riesco assolutamente a spiegarmi cosa possa essere successo, veramente», continua a ripetere. 

LE INDAGINI 
Dopo i sopralluoghi dell’area interessata, parte della quale posta sotto sequestro (quella del fienile da cui è partito l’incendio), sono iniziate le acquisizioni delle testimonianze. Dopo quella di Pallua, ieri mattina, si procederà con quelle delle altre persone che per prime si sono accorte delle fiamme e sono intervenute per farvi fronte. Al contempo, come ha annunciato il dirigente dei vigili del fuoco Fabio Jerman, «scriveremo una relazione che contempli gli eventi meteo in corso nella fascia oraria interessata. Valutando, ad esempio, se vi sono stati temporali con fulmini oppure se c’era vento e se sì in quale direzione soffiava. Su elementi quanto più oggettivi possibili faremo quindi delle ipotesi». L’informativa, infine, sarà consegnato alla Procura. Difficile individuare la causa dell’episodio anche se al vaglio degli inquirenti potrebbe esserci il malfunzionamento di qualche impianto ma anche il passaggio di un qualcuno che potrebbe avere innescato il focolaio. Di gente del resto, in questa frazione base di partenza di molte escursioni, ne transita veramente tanta. 

LA POLEMICA 
In attesa di comprendere cosa possa aver dato il la all’evento drammatico di venerdì, non calano le polemiche nei confronti di un approvvigionamento idrico definito dai residenti «non solo con poca acqua ma anche con bassissima pressione. È inconcepibile come un piccolo borgo di montagna come il nostro possa non essere autonomo da questo punto di vista in caso di incendio. E i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti». «Spero di cuore che si possa risolvere tutto al meglio», l’auspicio di Pallua che ha espresso il desiderio di donare due candelabri di legno, realizzati da lui artigianalmente, al capitello del Belvedere voluto dalla Schützenkompanie Buchenstein e dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

Polemiche sulla carenza d'acqua per rifornire le autobotti

Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA