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Caldo in fabbrica? Azienda di metalli regala ghiaccioli agli operai

Martedì 26 Luglio 2022 di Simone Tramontin
Caldo in fabbrica? Azienda di metalli regala ghiaccioli agli operai
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BELLUNO - Colonnina di mercurio ancora alle stelle. E nelle fabbriche bellunesi, ad aiutare i lavoratori, arrivano pure i ghiaccioli. Ogni strategia è buona, in queste giornate roventi: se il caldo record è musica per le orecchie dei vacanzieri, quelli che la meta delle ferie la vedono ancora come un lontano miraggio non se la passano certo bene. E continuano a «bollire» sul posto di lavoro. A fare il punto del «clima» che si vive nelle fabbriche bellunesi è Stefano Bona, della Fiom Cgil. «Per il momento, non sono successi incidenti afferma Bona-, ma alcuni lavoratori hanno già sofferto dei malori, come cali di pressione. Nulla di grave, per fortuna; ma l'attenzione è alta: si lavora a ritmi elevati e con le temperature bollenti la situazione può diventare critica». Il lavoro in fabbrica d'estate è tutt'altro che semplice. Ma ci sono situazioni davvero eccezionali: «pensiamo alle fonderie o gli stabilimenti dove si eseguono estrusioni o lavorazioni dell'acciaio. Paradossalmente, soffre il caldo anche chi produce frigoriferi: qui per trattare le componenti isolanti si usano presse che vanno riscaldate oltre i 35 gradi».

DIALOGO
La soluzione? E' il dialogo: far convergere le posizioni, usando il buon senso. Questa la sintesi del pensiero di Bona. «Abbiamo dato mandato alle Rsu di aprire un confronto con i datori di lavoro. Si tratta di trovare un punto d'incontro: mettere per un attimo da parte il profitto, magari rallentando un po' la produzione, per garantire condizioni umane di lavoro». Le richieste avanzate dal sindacato sono semplici: «Abbiamo chiesto che sia garantita una fornitura di acqua fresca e di sali minerali ai lavoratori». Ma c'è anche chi ha fatto di più: così alla Hydro di Feltre (azienda che lavora metalli) sono spuntati anche dei ghiaccioli, mentre alla Clivet, dove si producono condizionatori, in una linea produttiva ne sono stati installati alcuni per abbassare la temperatura dei capannoni. «In altre aziende siamo giunti anche degli accordi per una revisione degli orari di lavoro, conclude Bona, anticipando l'inizio del lavoro. Infine, in molti casi, c'è stato il via libera anche a pause aggiuntive durante l'arco della giornata, per bere e riposarsi».

COLLABORAZIONE
«Finora c'è stata una buona collaborazione - assicura Bona - Anche se alcune aziende stanno chiedendo di fare gli straordinari, il sabato. Sarebbe meglio non chiedere di lavorare un giorno in più. E' già abbastanza dura così: meglio pensare a una riduzione di orario, piuttosto. Almeno fino a quando la situazione non sarà migliorata». Stando alle previsioni, la situazione non sembra destinata a migliorare, nelle prossime ore: per i metalmeccanici si preparano ancora altre giornate d'inferno.
 

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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