«Basta cemento sulle Dolomiti», anche il Cai al raduno ambientalista

Domenica 24 Ottobre 2021 di Marco Dibona
La costruzione della cabinovia per le Cinque Torri
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CORTINA D'AMPEZZO - Sono numerose, una cinquantina, le associazioni che hanno annunciato l’intervento alla manifestazione di oggi a Cortina, un incontro di protesta e proposta, per guardare a un modo nuovo e diverso di vivere e utilizzare la montagna. Oltre a numerose sigle di ambientalisti ci sarà il Club alpino italiano, che ha preso posizione, sui contenuti dell’iniziativa, così come diversi scrittori e giornalisti. Per il comitato organizzatore di “Non nel mio nome” interviene Luigi Casanova: «Saremo in tanti, probabilmente tantissimi. Sono voci di dissenso e di grande impegno sociale. Dal 24 ottobre a Cortina parte un impegno e un lavoro che saranno di profilo internazionale». L’incontro avverrà in centro a Cortina, non in piazza Dibona, come previsto inizialmente, ma nella piazzetta Fratelli pittori Ghedina, al termine dell’isola pedonale, per una concomitanza di eventi. Alle 10 ci saranno gli interventi dei promotori e di alcuni partecipanti; alle 11.30 partirà la camminata, per risalire la pista di bob Eugenio Monti, a Ronco, che dovrà essere rifatta, per le Olimpiadi invernali 2026, e arrivare nella zona di Colfiere, dove sono state realizzate alcune delle opere principali per i Mondiali di sci alpino Cortina 2021: strade, impianti di risalita, piste da sci. «Il comitato direttivo regionale Veneto del Club alpino italiano ha deliberato di aderire alla manifestazione, ritenendo che tale iniziativa sia volta a dare la maggior rilevanza possibile a quanto sta avvenendo nelle montagne del Nord Est, e più volte denunciato anche dal Cai Veneto», scrive il presidente Renato Frigo. Gli fa eco Carlo Alberto Zanella, presidente Cai della Provincia autonoma di Bolzano, dove si stanno realizzando altri progetti di grande impatto, fra nuove funivie e grandi costruzioni sulle vette delle Dolomiti. Si registrano interventi di diversi scrittori. Paolo Cognetti ha detto: «E' assurdo e triste che ancora oggi, in Italia, chi governa e amministra pensi che il consumo del suolo di montagna possa rappresentare uno sviluppo per le comunità che ci vivono. Parliamo ogni giorno di crisi climatica e distruggiamo il paesaggio naturale per fare piste da sci, che sono luoghi di divertimento umano dal destino molto incerto. Chi lo pensa non può che essere in malafede. Il futuro delle nostre montagne, anche o soprattutto economico, passa per la loro conservazione, perché un paesaggio integro sarà negli anni una risorsa sempre più preziosa, sia per i suoi abitanti che per i suoi fruitori. Lasciamo ai nostri figli i boschi e i torrenti e le rocce che c'erano prima di noi, non i ruderi del nostro passaggio, delle mode, degli interessi, di visioni di così breve durata che saranno presto dimenticate». Gli obiettivi della manifestazione sono condivisi dal Gruppo scrittori di montagna, che tra i suoi fini intende «promuovere ogni iniziativa atta a favorire la conoscenza e la salvaguardia della montagna nel rispetto dei valori naturali dell’ambiente e delle genti montane”, ricorda il presidente Dante Colli.

Ultimo aggiornamento: 08:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA