Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Guerra in Ucraina, la diretta. «Lysychansk in mano ai russi». Ma Kiev smentisce. Zelensky: ostilità nel Donbass

La Bielorussia minaccia di attaccare: «Gli ucraini ci hanno colpito più volte»

Sabato 2 Luglio 2022 di Marco Ventura
Ucraina, guerra in diretta oggi 2 luglio 2022: i russi usano ancora bombe al fosforo proibite, Kiev vuole riaprire le scuole il 1° settembre

«Gli ucraini ci hanno attaccato. I nostri sistemi antiaerei hanno intercettato i missili lanciati contro le nostre strutture militari. Ci stanno provocando. Non vogliamo la guerra, ma siamo pronti a combattere se veniamo invasi». Il presidente bielorusso Lukashenko, finora un alleato recalcitrante di Putin, alza i toni e accusa l’Occidente di creare un «nuovo mostro nazista in Ucraina». Nei giorni scorsi, missili cruise erano partiti dal territorio bielorusso, oltre che dai cieli di Kursk e Belgorod, in Russia, e dal Mare d’Azov, seminando morte e terrore. Proprio ieri si è chiuso il conto delle vittime di un missile russo nel centro commerciale Amstor di Kremenchuk, dove un migliaio di persone faceva shopping: il bilancio è 29 morti e 60 feriti.

Probabile obiettivo un impianto industriale a poche centinaia di metri, colpito da un secondo missile (due i feriti tra i cento dipendenti). E urla e pianti, ancora, nel villaggio a sud di Odessa dove altri tre missili si sono schiantati l’altro ieri su un condominio di 9 piani e un resort: 21 i morti, compresi 6 bambini, e 39 feriti. Indaga per crimini di guerra la magistratura di Kiev. Gli ucraini insistono che è stato per una vendetta dopo che i russi avevano dovuto ritirarsi dall’Isola dei Serpenti, bonificata e riconquistata ma non prima che i russi lanciassero bombe al fosforo per fare tabula rasa degli armamenti lasciati indietro nella fuga. Dice il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny, che «lì non c’è più l’ombra di un russo». 

GLI ATTACCHI

Il presidente Zelensky sottolinea che l’attacco russo a Odessa era «diretto, deliberato, non frutto accidentale di un missile fuori misura». Ma tutti gli analisti concordano che i russi, dando fondo a vecchi e obsoleti armamenti sovietici, devono accontentarsi di tiri meno precisi. Zelensky conta dall’inizio dell’invasione oltre 3mila missili sparati dai russi. Per il brigadier-generale Oleksii Hromov, 202 sono quelli sull’Ucraina nella seconda metà di giugno, su 68 siti civili, 120 in più rispetto alla prima metà del mese, con un incremento di oltre il 50 per cento. «I missili che provengono dai depositi sovietici non hanno una precisione sufficiente, colpiscono gli edifici civili». I Kh-22 da oltre 5 tonnellate di Kremenchuk sono progettati per provocare uno squarcio di 5 metri di larghezza e 12 di profondità in una portaerei. A lanciarli erano i bombardieri pesanti del 52° Reggimento aeronautico russo, da Kursk: in 5 minuti, i missili coprono 300 chilometri fino ad abbattersi sul target, ma sono talmente inaccurati che solo la metà riesce a colpirlo entro 600 metri. Dal 2016 sono operativi i Kh-32 di nuova generazione. 

 

L’intelligence militare britannica, nel suo report periodico, ha spiegato che «l’analisi dei filmati delle telecamere a circuito chiuso mostra che il missile del 27 giugno a Kremenchuk era proprio un Kh-32, che pur presentando migliorie rispetto al Kh-22 non è ancora ottimizzato per colpire con precisione gli obiettivi a terra, specie in ambiente urbano. Il che aumenta notevolmente la probabilità di danni collaterali nelle aree edificate». Il fatto è che i russi soffrono l’assottigliarsi delle scorte di armamenti avanzati. 
Quanto alla situazione sul terreno ieri, gli ucraini smentiscono l’annuncio del leader ceceno filo-Putin, Kadyrov, per cui le truppe “alleate” sarebbero già dentro Lysychansk, ultima città del Lugansk a resistere, e che sarebbe circondata. «Si combatte. I russi stanno sparando con tutto quello che hanno», avverte il portavoce della Guardia nazionale ucraina, Ruslan Muzytchuk. «Ma la città è controllata da noi e non è circondata».

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA